Non è possibile negare una certa emozione nel sapervi riuniti nell'atto fondativo di un sindacato studentesco che nasce da un percorso che abbiamo costruito tutti assieme in città e nelle scuole. Cominciando con il grande momento di autoformazione all'Università il 6 ottobre 2010, proseguendo con la grandiosa manifestazione dell'8 ottobre e le assemblee d'istituto fatte, e poi con la pubblicazione e divulgazione del primo giornalino scolastico della città di Macerata: il Picchio. La vostra presenza qui (sicuramente numerosa), la decisione di formalizzare e dare il definitivo VIA alla formazione del sindacato degli studenti medi, non fa che confermare che quanto si è costruito in questi mesi ha dato grandi frutti.30.10.11
Intervento al congresso della Rete degli Studenti Medi
Non è possibile negare una certa emozione nel sapervi riuniti nell'atto fondativo di un sindacato studentesco che nasce da un percorso che abbiamo costruito tutti assieme in città e nelle scuole. Cominciando con il grande momento di autoformazione all'Università il 6 ottobre 2010, proseguendo con la grandiosa manifestazione dell'8 ottobre e le assemblee d'istituto fatte, e poi con la pubblicazione e divulgazione del primo giornalino scolastico della città di Macerata: il Picchio. La vostra presenza qui (sicuramente numerosa), la decisione di formalizzare e dare il definitivo VIA alla formazione del sindacato degli studenti medi, non fa che confermare che quanto si è costruito in questi mesi ha dato grandi frutti.14.7.11
“Indignatevi!”
Una parola forte ed incisiva. Una supplica, rivolta alle generazioni future e a quelle del presente, perché non si lascino mai schiacciare da tutti quei mali che diventano poi le piaghe dei Paesi. Un ordine che, col passare degli anni, con la levigazione dei principi fondamentali della vita di ogni uomo e di ogni Stato, diventa sempre più di difficile applicazione.
E’ questo il problema della società odierna, sempre più volta ad accontentarsi di quelle tante cose – senza valore – che si hanno, e a lasciar andare ciò che conta veramente, tutto ciò che si è conquistato con la fatica, il dolore, i sacrifici, e soprattutto con il sangue versato dai coraggiosi.
Un processo che, più che a portare alla civilizzazione della nostra società – la società delle persone che si accontentano del nulla, che credono di aver in pugno il mondo quando in realtà l’unico pugno che gli rimane è quello fatto di mosche – ha portato al processo contrario.
Un po’ come diceva Rousseau, ovvero che l’unico vero processo era quello di degenerazione, che noi abbiamo chiamato e chiamiamo tutt’ora civilizzazione per il semplice fatto che abbiamo perfezionato gli strumenti.
Se allo “stato naturale” l’uomo primitivo si ribellava per istinto al sopruso, ora l’uomo tende a far prevalere la vigliacca regola del “non vedo, non sento, non parlo”. La regola degli indifferenti, largamente diffusa in Italia in questo particolare momento.
E’ anche molto consigliata, perché “loro stanno al potere e hanno il coltello dalla parte del manico, e quindi ti conviene ingoiare il boccone amaro e tacere se non vuoi rimanerne schiacciato”.
Pensandola in questa maniera si impara a soffocare questo nostro istinto naturale che è l’indignazione, perché se i primitivi non si fossero indignati non si sarebbero difesi, e la stessa cosa vale per quei 300 valorosi spartani che morirono per difendere la loro patria dall’attacco persiano, vale per quelle migliaia di persone che il 4 luglio del 1789 assaltarono
Indignatevi perché chi si indegna è una persona che vive, che lotta, che si rimbocca le maniche e va avanti.
Indignatevi!
Ludovica Picciola - Rete degli Studenti Medi e LGS Macerata
L'articolo precedente:
http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/06/le-vere-bombe-sono-le-idee-alexandros.html
28.6.11
Le vere bombe sono le idee (Alexandros Panagulis)
L’Italia non è più una democrazia, e chissà se lo sia mai stata: proprio in questo momento è in atto “un golpe strisciante”, come lo definisce Umberto Eco. “Quando una trasformazione delle istituzioni del Paese avviene passo per passo, è difficile dire che ciascuna, presa di per sé, prefiguri una dittatura. Si può dire che il lodo Alfano prefiguri una tirannia? Sciocchezze. E la legge intercettazioni attenta davvero alla libertà d' informazione? Ma suvvia». Ecco, le modificazioni della nostra Costituzione non si avvertono per singole leggi, non per i singoli tratti di un becero disegno, ma il popolo finisce per assorbire, indifferentemente e inesorabilmente, i cambiamenti prodotti dai governi. E non è finita qui; già Platone scriveva che la democrazia non è tale se il popolo non è educato, e io aggiungo, informato della verità; per cui come possono essere gli italiani a conoscenza della realtà dei fatti se un presidente del consiglio è padrone diretto da un lato e indiretto dall’altro della maggioranza dei media, dalle rete televisive ai giornali e alla radio?
Giorni fa discutevo con un’amica piuttosto pessimista sulla situazione attuale; il suo pensiero può essere così sintetizzato: ci ho provato, ma smetto di lottare contro il sistema perché è totalmente inutile, la gente non capisce e io devo pur vivere la mia vita. Tutto giusto. In tanti la pensano così. Io inizialmente le diedi ragione: chi te lo fa fare, di perdere tempo con inutili manifestazioni, volantinaggi, riunioni, insomma tentativi di smuovere un po’ le coscienze? Perché sacrificarsi per un gregge di pecore pronto perfino a ridicolizzarti quando ti batti per lui?
Subito dopo, però, le risposi che da che mondo e mondo è grazie al sacrificio di pochi e testardi uomini che i regimi, le dittature, gli aberranti periodi della storia sono mutati, e che i popoli hanno potuto assaporare tempi di libertà. Perché in fondo, è questo l’unico modo di esistere quando sei un uomo, una donna, una persona e non una pecora del gregge: battersi anche se si capisce di battersi a vuoto, anche se si sa di perdere, come un folle Don Chisciotte lanciatosi contro i mulini a vento.
Io non ne posso più nemmeno delle ideologie sbandierate come bandiere, come si sapesse davvero ciò che rappresentano, e per questo dovremmo tutti comprendere ciò che aveva capito Alexandros Panagulis, rivoluzionario e poeta greco, di cui trovate un articolo su questo numero.
Scriveva che “questa è l’epoca degli ismi. Capitalismo, comunismo, storicismo, sindacalismo, fascismo, socialismo, nazismo: e nessuno s’accorge che ogni "ismo" fa rima con fanatismo. Nessuno s’accorge che ogni ideologia non regge proprio perché diventa dottrina, e ogni dottrina cozza contro la realtà della vita, l’incatalogabilità della vita”, e diviene poi l’eterna, perversa, imposizione di regime. E semmai la libertà è l’unico “ismo” possibile.
Io non mi aspetto di veder realizzate velleità sociali, non il veder costruire una nuova idea di democrazia e nemmeno che queste poche parole vi facciano intravedere qualcosa o schiudere domande; io vi dico di cercare la vostra personale verità, ma di cercarla da soli, non prendete per buone le altrui opinioni, e non fatevi ingannare da quei governanti che gridano nelle piazze quando la parola Popolo la indossano come mutande.
D’ora in avanti, a partire dal prossimo anno scolastico, il Picchio vi darà una ogni mese un buon motivo per indignarvi, e non solo: vi suggeriremo cosa potete fare, nel vostro piccolo, per cambiare questo paese. Buona lettura. E buona estate.
10.4.11
Studente perseguitato all'Istituto d'Arte.
Sempre sulla questione: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/04/i-diritti-di-samuele-sono-i-diritti-di.html
25.1.11
Portare la Palestina a scuola...
Più che (soddi)sfatti torniamo a casa dall'assemblea d'istituto di Ragioneria.
15.11.10
Laboratorio scuole superiori, parte V: Liceo Classico.
30.10.10
Laboratorio scuole superiori, parte IV: Ragioneria.

28.10.10
Laboratorio scuole superiori, parte III: Pannaggi-Geometri

26.10.10
Laboratorio scuole superiori, parte II: Liceo Scientifico

21.10.10
Laboratorio scuole, parte I: ITAS

Ecco come si concretizza il percorso collettivo che le superiori stanno portando avanti. Oggi prima puntata, si presenta il "laboratorio Itas":
-Jacopo Clementoni 5H
-Luca Piermarini 5S
-Tommaso Gagliardini 5A
-Manuel Mele 4H
-Giovanni Romano 4P
-Margherita Blasetti 3D
E soprattutto, molte altre persone, ragazze e ragazzi, che ci lavorano assieme.
In ultimo, ci tengo a segnalare che queste proposte non sono estemporanee o figlie del caso, ma il frutto di momenti di condivisione e discussione, anche con ragazz* delle altre scuole...
Siamo con voi
Stefano
8.10.10
Macerata: manifestazione degli studenti delle Superiori contro i tagli alla scuola
Le emozioni di una manifestazione
Macerata, 8 Ottobre 2010. Piazza della Vittoria.
Ore 8:15. La piazza è ancora deserta, arrivo, mi guardo un po' intorno, uno schieramento imponente di forze dell'ordine, ma nessun ragazzo in vista. Sale la preoccupazione e se davvero tutto il lavoro fatto si risolvesse in un nulla di fatto? Comunque era un tentativo da fare, ne è valsa comunque la pena... Passeggio un po' nei dintorni, pensieroso e un po' preoccupato.
Ore 8:25. Arriva il primo gruppetto di persone: una decina di ragazze che si appostano sotto il monumento e subito dopo arrivano Valentina e Stefano, che hanno fatto tantissimo per questa manifestazione. Ci si scambiano le prime impressioni, i dubbi salgono, comincia a sembrare lontano e difficile il primo traguardo che si era stabilito, quella cifra 100 ragazzi alla manifestazione che avrebbe segnato lo spartiacque tra un flop clamoroso e un piccolo risultato per cui un po' di soddisfazione l'avremmo avuta.
Intanto le voci si susseguono, sembra che al Terminal ci siano in attesa altri 200-300 ragazzi, ma la voce poi è leggermente rivista dalla considerazione che magari sono solo ragazzi che sciopereranno ma non parteciperanno alla manifestazione. Già se 200 venissero, sarebbe un successone!
Passano i minuti e ancora silenzio, il cuore batte più forte, l'attesa comincia a farsi sentire, ma poi...
Ore 8:40. Si sente avvicinare un brusio, un parlare ad alta voce, dei fischi che piano si fanno sempre più forti, il cuore rallenta, tutti si è in trepidante attesa, fino alla vista del manifesto che apre la sfilata, “Loro distruggono la scuola, noi la ricostruiamo”, gli occhi mi si illuminano, “proprio uno striscione bello!”. I ragazzi in arrivo non finiscono mai, saranno almeno 100, no, arrivano ancora, perlomeno 200, non finiscono... 300? No, no, almeno 400... Tantissimi ragazzi un corteo festante che si avvicina, non mi pare vero, guardo gli altri la soddisfazione e l'entusiasmo si fa strada tra noi.
Al momento stabilire una cifra precisa non ci interessa, quello che conta è vedere tanti giovani, che hanno dimostrato che non vogliono farsi mettere i piedi in testa da nessuno!
I ragazzi si distribuiscono sulle scale vicino al monumento, si srotolano gli striscioni, i vari cartelli vengono mostrati (notevole quello con lo slogan “Another brick in the wall”, complimenti vivissimi agli autori!). Stefano Casulli apre gli interventi, un breve discorso spesso interrotto dagli applausi dei ragazzi, e ricorda che questo è e sarà un corteo pacifico e che si confida nella loro maturità, nonostante le accuse che possano venire dal governo o dalla Gelmini.
Ore 9:00. Il corteo si muove ci si incammina per Corso Cavour, come dalle premesse il corteo è pacifico, ordinato: un'invasione di campo festante e amorevole! Dalle finestre molti curiosi, ci osservano, continua la sfilata tra canti, cori, applausi, fischi e musica. Per non pochi era la prima manifestazione, il sentimento imperante è di soddisfazione e felicità per qualcosa nato dal nulla.
Ogni tanto qualche pausa, per permettere qualche parola di riflessione, si lanciano cori, a favore della scuola pubblica, contro una riforma cieca e che mette in pericolo il futuro dei giovani.
Si passano i cancelli e si entra tra le vie del centro direzione piazza Cesare Battisti, l'adrenalina a mille e alla fine si arriva sotto la sede distaccata dello Scientifico, tutti seduti a terra, dalle finestre si affacciano degli studenti, credo che vedendo noi manifestanti un po' di invidia e di voglia di stare in mezzo a noi invece che chiusi in classe serpeggi tra loro...
Ore 10:00. Il corteo fa l'ingresso in piazza Cesare Battisti, fisiologicamente qualche persona si è dispersa lungo il percorso, ma tanti ragazzi hanno voluto continuare la protesta e la festa. E' il momento degli interventi, apre le danze ancora Stefano, poi ci sono gli interventi di ragazzi di Officina Universitaria e finalmente lo spazio ai ragazzi delle scuole: moltissimi vogliono parlare, ognuno porta “in piazza” le proprie sensazioni, quello che sente sulla propria pelle, cosa significa questa riforma dal loro punto di vista. Classi di oltre 30 studenti, laboratori cancellati, rischio bocciatura con un'insufficienza senza possibilità di recuperare visto che per la mancanza di soldi non ci sono quasi da nessuna parte corsi di recupero (alcuni meritori professori hanno tenuto i corsi gratuitamente, ma ovviamente la scuola non può reggersi solo su professori così professionali!), scuole fatiscenti e fuori norma, mancanza di infermerie (che invece dovrebbero essere presenti per legge), mancanza di spazi per i ragazzi, problemi per le assemblee di istituto, mancanza di carta igienica e fotocopie a pagamento, eccetera eccetera. Non mi voglio dilungare su queste questioni nonostante siano ovviamente fondamentali, mi interessava scrivere un articolo solo per curare la parte emotiva della manifestazione di oggi, sono sicuro che ci saranno altri che parleranno di contenuti e lo faranno molto meglio di come posso farlo io.
La Questura stima una presenza di ben oltre i 500 ragazzi, la nostra stima di 600 presenti, sembra quindi quasi riduttiva, se me l'avessero detto ieri non ci avrei creduto. Speravo, ed ero molto ottimista, sulla presenza di 300 manifestanti, non avrei mai pensato si riuscisse a superare addirittura i 500. Consideriamo anche che la popolazione scolastica è di circa 5000 studenti, quindi a parer mio siamo di fronte ad un risultato eccezionale.
Ore 11:30. Molti coraggiosi e volenterosi ancora resistono e affollano la piazza; è ora della conferenza stampa, si decide di essere innovativi, di evitare la classica conferenza stampa all'interno di un bar tra quattro persone, ma che sia pubblica e all'aperto. Ci si sposta sotto il loggiato, si preparano le sedie per i manifestanti che interverranno e le sedie per i giornalisti. Iniziano a parlare, vari interventi, parla ancora Stefano a nome del Laboratorio Giovanile Sociale, poi interventi di Officina Universitaria e SPAM, dei rappresentanti dello scientifico, dell'I.T.C., di Ragioneria, dell'ITAS e dell'Istituto d'Arte, e di “semplici” (ma a maggior ragione apprezzatissimi interventi) studenti in particolare del Classico e dell'Istituto Professionale Pannaggi. Buoni interventi da parte di tutti, ci tenevo però sottolineare l'intervento di Alessia Cartechini, che nonostante l'emozione di parlare davanti a dei giornalisti, ci ha regalato un contributo di spessore, molto lucido e preciso. Questo senza nulla togliere a tutti gli altri che oggi hanno parlato e che vanno ringraziati per il coraggio e per l'apporto più che positivo.
Ore 12:00. La manifestazione è praticamente giunta al termine, alcuni capannelli di ragazzi, ancora rimangono a chiacchierare, anche questo è un momento molto bello, il contatto con loro, gli studenti dell'oggi e il nostro futuro, il veder che puntare su di loro è stato molto producente. Mediamente ho 10 anni di più dei ragazzi con i quali sto chiacchierando e sentire che da parte loro c'è maturità, c'è voglia di cambiare le cose e di intraprendere quel cammino che con oggi non segna la fine ma solo l'inizio, quindi anche questa una poderosa risposta alle accuse di saper dire solo “no”, infatti si continuerà a lavorare insieme, tra le varie realtà cittadine (e non solo, che emozione conoscere ragazzi venuti a manifestare a Macerata, da Servigliano, da scuole di San Ginesio, Tolentino e Recanati!). Beh se questo è il nostro futuro, ci sono buone premesse, anzi ottime, sta anche a noi lavoratori, cittadini, universitari, aderenti ad associazioni, fare in modo che loro abbiano gli strumenti per far valere i loro diritti, per far sentire la loro voce e soprattutto per far fruttare il loro potenziale.
Aperitivo, si continua a scambiarci opinioni e ci si avvia verso casa.
L'adrenalina piano piano scema e comincia a farsi viva la stanchezza, siamo esausti, sono senza voce per quanto ho urlato, ma la felicità e la soddisfazione per quanto visto sono i sentimenti predominanti.
Volevo chiudere con la cosa più importante: i ringraziamenti.
In primis ai rappresentanti dello scientifico Caterina Recchi, Alessia Cartechini, Jacopo Cipriani e Dario Francesco Pinna, dalla loro telefonata è nata l'idea e mi piace ancora ricordare come l'incontro con loro sia avvenuto sulle scale dello scientifico.
Ringrazio specialmente perché sono stati i ragazzi a darci la forza e il coraggio di fare questa manifestazione, noi all'inizio eravamo scettici, una manifestazione, a Macerata (!), il rischio di flop e di avere una cinquantina di persone era troppo alto, ma loro hanno insistito, ci hanno creduto fino in fondo si sono dati da fare, per diffondere la voce e per lavorare perché oggi tutto andasse per il meglio e che oggi possiamo parlare di grande successo.
Poi tutti i ragazzi che sono venuti all'assemblea generale alla facoltà di Lettere e Filosofia, dove si è discusso di riforma e dove si sono visti tanti ragazzi che fuori dall'orario scolastico hanno portato il loro contributo, sempre per sottolineare la loro voglia di informazione e di far sentire la propria voce alla faccia di chi dice che i ragazzi scioperano solo per non andare a scuola!
Infine e direi ringraziamento fondamentale a tutti i ragazzi che sono scesi in piazza, che hanno manifestato, cantato, gridato e che si sono comportati in maniera civile ed impeccabile.
E l'abbraccio con Stefano e Valentina a fine manifestazione, scalda il cuore.
Daniele Benedetti – Laboratorio Giovanile Sociale Macerata
Gli studenti scendono in piazza: "Così tagliate il futuro"
Anche a Macerata, come in altre 80 città italiane, questa mattina gli studenti hanno protestato contro il Ddl Gelmini. Un corteo composto di più di 500 persone, secondo le autorità, è partito questa mattina da piazza della Vittoria per arrivare fino in piazza Cesare Battisti dove la manifestazione si è conclusa con una conferenza stampa. «Saremmo stati molti di più – ha precisato Stefano Casulli, LGS Macerata - ma in seguito alla riforma la partecipazione allo sciopero incide sulla condotta e anche chi, nel giorno dello sciopero, è assente per malattia deve portare un certificato.» i 500 non hanno comunque fatto sentire la mancanza dei compagni e si sono attrezzati con striscioni e t-shirt sui quali apparivano gli slogan scelti per comunicare un malessere nei confronti della nuova situazione scolastica. «La protesta è partita dagli studenti liceali – precisa Casulli – che ci hanno chiesto aiuto per l’organizzazione alla quale poi hanno aderito i sindacati, i gruppi studenteschi, Officina Universitaria, il Collettivo Spam. Questa non è una manifestazione partitica ma chiediamo al sindaco e a tutte le autorità di manifestare la posizione della città che è contraria al decreto Gelmini.»
Sono stati i rappresentanti degli studenti delle diverse scuole maceratesi, con le loro testimonianze dirette, a ricostruire come si presenta attualmente la realtà scolastica.«Tagliare fondi alla scuola.– ha detto Luca Sagripanti dell’Itas – vuol dire tagliare il futuro. A chi affiderete il Paese’ A qualcuno che non saprà dirigerlo perché non ha avuto l’opportunità di formarsi.» Le proteste non hanno però solo una base ideale, lo ha sottolineato Caterina Recchi del Liceo Scientifico “Galilei”: «I tagli li sentiamo sulla nostra pelle. Le classi sono di 30 persone, le ore di scuola diminuiscono e non ci sono neanche i professori di sostegno. Per fare le assemblee di istituto dobbiamo chiedere un contributo di 4 euro agli studenti, che già pagano la tassa di iscrizione, per affittare il Cinema Italia.» L’elenco dei problemi che riguardano il mondo scolastico è andato avanti molto a lungo: Iacopo Cipriani del Liceo Scientifico “Galilei” ha parlato dell’edilizia fatiscente «troppi soldi per l’esercito e pochi per le nostre classi», Paolo Giorgi dell’Itc Gentili ha richiamato l’attenzione sui problemi di sicurezza e ancora un rappresentante dell’Istituto artistico ha elencato tutto ciò che manca nell’istituto: «Non facciamo gite, non abbiamo i colori, ci cadono addosso pezzi di intonaco, per andare in bagno quando siamo al piano terra dobbiamo salire fino all’ultimo piano e per giunta la carta igienica da noi non esiste, neanche le bidelle l’hanno mai vista.»
Ha le idee molto chiare Alessia Cartechini del Liceo Scientifico Galilei: «Tutti hanno il diritto di essere considerati studenti, qualunque sia la loro media dei voti. In una classe di 30 persone non è così. Abbiamo visto che anche il personale Ata è stato ridotto. Noi abbiamo 10 Ata, di cui 3 diversamente abili, e questo ci fa piacere perché hanno diritto ad un posto di lavoro, per 1000 studenti. Negli anni diverse classi sono state smembrate e gli insegnanti cambiano continuamente, anche nelle materie importanti, modificando di volta in volta il metodo di studio. Ditemi voi se posso uscire da scuola con conoscenze certe e sicure.»Anche Marco Perugini, studente dell’Istituto Pannaggi, che, insieme ai compagni di classe, si è attaccato in fronte un pezzo di nastro adesivo con la scritta “No al bavaglio” ha voluto dire la sua: «La nostra scuola sarà chiusa tra 5 o 6 anni al massimo per mancanza di fondi e così anche i nostri laboratori, all’avanguardia ma costosi. A giugno affronterò la maturità e lo farò con professori che ho appena incontrato e che non mi conoscono.» Presenti anche due studentesse del Liceo Classico “Leopardi”: «i nostri rappresentanti di istituto non sono potuti venire perché i professori, per evitare che partecipassimo allo sciopero, hanno programmato dei compiti in classe. Anche il nostro liceo ha tutti i problemi di cui si è parlato finora, pensate che non c’è neanche un’infermeria e la nostra bidella ha dovuto improvvisarne una in sala professori. Non ci sono bagni per maschi e femmine in tutti i piani e non possiamo uscire tutti dalle stesse scale, alcuni devono usare la secondaria.»
Enrico Gezzi di Collettivo Spam e Francesco Interlenghi di Officina Universitaria hanno deciso con i loro gruppi universitari di essere vicini ai liceali: «Ci sentiamo in dovere di essere al loro fianco per una scuola libera e aperta a tutti. Abbiamo parlato con gli studenti e accolto le loro proteste. Il 16 ottobre saremo a Roma con i lavoratori Fiom e nel tempo continueremo, durante assemblee generali, a confrontarci con i singoli istituti.»La manifestazione, pur partecipata, è stata molto pacifica. Per tutti una certezza: «La protesta di oggi non è un arrivo ma solo una partenza.»
7.10.10
Macerata: sciopero degli studenti delle Superiori contro i tagli alla scuola
2.10.10
Loro demoliscono la scuola, noi la ricostruiamo!
noi la ricostruiamo
Con il Ddl Gelmini e la Manovra Finanziaria di quest'anno prosegue lo smantellamento della scuola pubblica iniziato con la legge 133/08 e la legge 1/09:
● taglio di fondi e personale scolastico per le scuole pubbliche;
● meno docenti per più studenti = classi più affollate, NO corsi di recupero e potenziamento;
● 0 fondi per le strutture scolastiche;
Noi vogliamo una scuola diversa:
● che valorizza le nostre classi, le nostre vite, i nostri saperi;
● che punta su una didattica differenziata e di qualità;
● che investe sulla sicurezza delle strutture scolastiche;
Per salvare la scuola pubblica, è convocata per
martedi 5 OTTOBRE presso la Facoltà di Filosofia, in C.so Garibaldi
un'assemblea generale degli studenti delle superiori per spiegare la riforma Gelmini.
8 OTTOBRE
una giornata di mobilitazione di tutte le scuole cittadine: SCIOPERO + MANIFESTAZIONE
Aderiscono: Liceo Scientifico, Liceo Classico, Istituto d'Arte, I.T.C., I.T.A.S., Pannaggi