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22.7.11

Gli studenti entrano in Rettorato per protestare contro il caro-tasse.

L'aumento delle tasse, la riduzione dei servizi e delle borse di studio all'Università sono lo specchio di un Paese che fa una Manovra Finanziaria che non toglie nulla ai più ricchi, non combatte la speculazione finanziaria e invece riduce gli investimenti nel sociale, i fondi per gli enti locali e aumenta la tassazione generale sulle fasce medie.
Sicuramente non è con le parole o i comunicati che si può far emergere un conflitto sociale sempre più radicale; va denunciato l'esproprio dei diritti del lavoro e del sapere che si sta compiendo con la scusa della crisi, va rilanciata un'idea nuova di società che parli alle comunità, che garantisca tutte e tutti, che faccia della cogestione delle risorse il proprio elemento nuovo. E che abbia nella democrazia diffusa e costante un elemento inedito per la storia del nostro Paese.
Siamo certi che da settembre ripartirà un percorso di mobilitazione atto a denunciare tutto ciò ed a mettere in campo una nuova proposta di trasformazione radicale della società che veda le nuove generazioni protagoniste della riscrittura delle regole di democrazia, diritti sul lavoro, eguaglianza, giustizia sociale, libertà.
Il Laboratorio Giovanile Sociale, come l'anno scorso, sarà assieme al Movimento degli Studenti ed a tutte le realtà che sostengono le lotte de* student*, de* lavoratori/trici, dei precari e dei disoccupati.

Di Beatrice Cammertoni - Cronache Maceratesi 22/07/2011

Niente soldi, niente futuro”: recita così striscione appeso fuori dalla sede del Senato Accademico, in Piaggia della Torre da questa mattina. La mobilitazione del Movimento Studenti non si è fermata alla campagna di subvertising: dopo aver riveduto e corretto i cartelloni pubblicitari dell’Unimc con gli slogan della protesta contro l’aumento delle tasse, oggi un gruppo di almeno trenta manifestanti è entrato nella di Piaggia della Torre, dove si trovano non solo il Rettorato e i relativi uffici ma anche i locali delle sedute del Senato Accademico e del Consiglio di Amministrazione. Proprio quest’ultima assemblea si sarebbe dovuta svolgere stamattina, ma Lacchè e altri partecipanti hanno trovato all’ingresso dell’edificio il gruppo di occupanti che chiedeva chiarimenti e spiegazioni. Già in settimana il Senato Accademico si è espresso in favore della manovra, che prevede un aumento sulle rette degli studenti che va dai 35 euro per le fasce di contribuzione più basse ai 325 per quelle più alte nonché l’introduzione di una mora che va dal 10 al 20% per i fuoricorso.
Oggi la discussione, quanto mai accesa, si sarebbe dovuta spostare al Consiglio di Amministrazione nella prima mattinata, ma il Rettore Lacchè, ha trovato ad attenderlo il gruppo di manifestanti, che dopo aver chiesto chiarimenti e spiegazioni hanno impedito a lui e agli membri dell’assemblea di entrare. “Abbiamo chiesto ad un rettore alquanto irritato dalla nostra presenza, di non aumentare le tasse o perlomeno di rinviare il consiglio all’inizio dell’anno accademico, garantendo una maggiore trasparenza e permettendo la partecipazione di tutti gli studenti, spiegando pubblicamente le ragioni di questa grave decisione. Ragioni che non è neanche riuscito a spiegare ai presenti, ai quali ha solo intimato di andarsene, sottraendosi con arroganza al confronto: tutti i membri del consiglio hanno preferito defilarsi, abbandonando l’anticamera della sala consiliare. E’ inaccettabile che in questo periodo di crisi si continui a far pagare a studenti e precari le conseguenze di una politica di tagli e diminuzione dell’offerta formativa.”
L’occupazione di questa mattina trova le sue motivazioni tanto in ragioni di merito quanto di metodo. Daniele Ciaffaroni e Francesco Interlenghi parlano di aumento inaccettabile e di mancata trasparenza nel discutere della questione nel mese di Luglio, quando mancano i grandi numeri per quel che riguarda la presenza degli studenti e quando, ormai avviata la fase delle iscrizioni non è ancora stato chiarito l’importo effettivo delle tasse da pagare. La manovra è motivata dagli alti vertici dell’Ateneo come indispensabile in seguito ai tagli del governo e giustificata con un miglioramento dell’offerta formativa e del numero dei docenti, argomentazione non accettata dagli studenti che al contrario denunciano cancellazione di corsi e una realtà di fatto lontana da queste previsioni.
“Se è vero che la proposta è così valida” sostengono gli studenti, “per correttezza e trasparenza dell’intero percorso se ne parli a Settembre, così da poter rendere partecipe tutti coloro che pagheranno le tasse. Siamo qui in trenta, in pieno Luglio e questo è già un risultato importante.” Il Consiglio di oggi deve discutere anche dei criteri per le borse di studio, questione quanto mai calda, specialmente in previsione di un  aumento di tasse. “I tagli della Gelmini e di Tremonti impongono ai piccoli atenei come quello di Macerata delle scelte coraggiose e di responsabilità se si vuole evitare che ricadano sugli studenti. Ci stiamo muovendo come gruppo autonomo, ma seguiamo e speriamo nei rappresentanti degli studenti nei vari consiglio, ma anche se ancora non abbiamo visto i verbali della riunione del Senato sappiamo che Obiettivo Studenti ha votato a favore.”
***
Officina Universitaria sceglie invece il Casb, il centro bibliotecario d’ateneo, per una conferenza stampa sui temi caldi che caratterizzano queste giornate di mobilitazione studentesca. Il senatore accademico Marco Monaldi, il consigliere Andrea Tonnarelli, Mattia Benfatto e Roberto Nappi hanno incontrato i giornalisti mentre il Consiglio d’Amministrazione era ormai in corso e in attesa di notizie dal rappresentante Gentjan Preci. “Non c’è stata una consultazione preventiva ed è stato scelto un periodo in cui gli studenti sono tornati a casa e non possono reagire.” Esordisce così Andrea Tonnarelli, membro per Officina del Consiglio degli Studenti, organo chiamato ad esprimere pareri non vincolanti sulle decisioni poi eventualmente approvate o rimandate dal Senato e dal Consiglio d’Amministrazione e che solo giovedì scorso è venuto a conoscenza del piano oggi in fase di discussione. “Una proposta inattesa, non annunciata e sulla quale non siamo stati chiamati in causa come rappresentanti. E’ mancato tutto l’iter che avrebbe previsto una nostra partecipazione. La necessità di aumentare le tasse ci è stata motivata con l’obiettivo di puntare sul merito e con il fatto che l’Unimc, una delle università meno costose d’Italia faceva troppa fatica nel mantenere quello standard di servizi a quella contribuzione. Questo ci mette di fronte alla consapevolezza che non ci saranno miglioramenti con l’aumento ma anzi verrà mantenuto il livello attuale.” Puntare sul merito: l’accesso a borse di studio ottenute per i risultati nello svolgimento di esami e corsi sarà più difficile: “Crescono i crediti e la media dei voti necessari, per non parlare del fatto che studenti che hanno fatto le loro considerazioni nel corso dell’anno accademico per rientrare nelle borse oggi si trovano a dover confrontarsi con requisiti diversi.”
Nel corso delle ultime giornate Officina ha raggiunto un proprio risultato, ottenendo la revisione delle fasce contributive (ne sono state aggiunte due) e quindi aumentando la progressività delle tasse pagate a mano a mano che si sale nel livello dell’ISEE. L’assetto definitivo è in corso di discussione in Consiglio d’Amministrazione ma anche per quel che riguarda questa questione il modus operandi dei vertici d’Ateneo suscita critiche: “Se ci avessero ascoltato il precedenza o se avessimo avuto più spazio in questo contesto avremmo potuto pensare e realizzare un sistema ancora più efficente e progressivo” dice Marco Monaldi, reduce da una seduta del Senato Accademico in cui la proposta è passata con i soli voti contrari del rappresentante di Officina e dell’ex Rettore Febbrajo. “Torno a contestare il metodo con il quale la proposta è stata posta e poi discussa. C’è stata presentata una situazione di grossa difficoltà economica facendo leva sulla necessità di condividere il problema e agire sul bilancio con dei tagli. A sedute precedenti si era parlato di un bilancio di 4 milioni di euro tra attivi e passivi e di aumentare i primi vendendo degli immobili dell’università che però non hanno trovato acquirenti. Per questo si ricorre ad un rincaro delle tasse.” I fuoricorso saranno tra i più colpiti. La mora, da irrisoria, diventerà molto più sostanziosa: “Andiamo a colpire gli studenti lavoratori che spesso sacrificano gli studi proprio per coprire rette e spese” ha aggiunto Monaldi. Prossimi passi: “A settembre riprenderemo la mobilitazione, ora non ci sono studenti e le principali sedute dell’iter sono già avvenute.
Ma quando l’università comincerà a ripopolarsi torneremo a ripresentare le nostre richieste, siamo pronti anche a coordinarci con altre forze e movimenti. Di Obiettivo Studenti non comprendiamo come mai da un’iniziale vicinanza con le nostre idee si sia passati ad un voto responsabile, così come definito dal loro senatore, in favore della proposta. Per quanto riguarda gli altri gruppi anche extra-istituzionali, siamo pronti a iniziare a collaborare da settembre se ci sarà una condivisione di obiettivi. Noi vogliamo essere un riferimento sia come gruppo negli organi di governo dell’Ateneo ma anche un gruppo per la mobilitazione delle piazze.” Da qui all’autunno si aprirà anche la stagione delle nuove iscrizioni: “Macerata era forse attrattiva per le tasse abbordabili e tra le più basse di Italia. Future matricole che hanno partecipato alla giornata d’orientamento troveranno una situazione diversa. Per non parlare del fatto che i già iscritti rischiano di venirne a conoscenza solo all’arrivo del prossimo bollettino”. La proposta avrà degli effetti collaterali anche per ciò che riguarda l’Ersu e la tutela del diritto allo studio, come mette in evidenza Roberto Nappi, coordinatore di Officina. “A livello nazionale sono state tagliate le borse di studio fino al 30% e ciò coinvolge anche gli Atenei marchigiani. Ad un aumento delle tasse con servizi equivalenti corrisponderà anche una riduzione delle tutele che discendono dal diritto sancito dalla Costituzione”.

19.5.11

rEsistenze al lavoro: dentro il conflitto.

Domani c'è il secondo incontro promosso dal Laboratorio Giovanile Sociale: "rEsistenze al lavoro". Dopo aver parlato di democrazia con Gianni Ruocco e Massimo Rossi (link: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/04/iniziative-costruire-bene-comune.html), si affronta domani la questione del lavoro: il lavoro è il Tema che deve essere centrale nella politica e per la sinistra; nessuna analisi sociale né lotta per i diritti ha senso se non è inserita dentro una grande riflessione sul lavoro.


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"rEsistenze al lavoro"
Venerdì 20 MAGGIO
18:00 Circoscrizione Centro Storico - Via Costa, 10 [davanti al Pozzo]

Presentazione del libro
Ritorno di FIOM di Gabriele Polo

Ne discutono:
Gabriele Polo, direttore editoriale de il Manifesto
Stefano Casulli, Laboratorio Giovanile Sociale
Vincenzo Lavenia, docente UniMc
Luca Baldissara, direttore Centro Studi R 60
Intervengono anche Fiom-Cgil, FLC-Cgil, Movimento degli Studenti, Rete degli Studenti – Medi
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Se il 1980 segna l'inizio della crisi verticale del lavoro e l'inasprimento (diffusione, ramificazione, puntualizzazione) del suo conflitto con il capitale, la realtà odierna ci pone dinnanzi a tante resistenze diffuse che declinano le loro lotte attorno alla questione della precarietà e della formazione.

I movimenti studenteschi e universitari, le altrepratiche messe in campo nei territori, la mobilitazione metalmeccanica impongono di rimettere in discussione i temi della conflittualità sociale e lavorativa.
Lo facciamo partendo dal libro di Gabriele Polo, direttore editoriale del Manifesto, Ritorno di Fiom: un testo che attraverso il dialogo con gli ultimi 3 segretari della Fiom-CGIL, di-spiega l'evoluzione degli ultimi trent'anni riportando al centro la questione del conflitto capitale-lavoro. Far interloquire quest'analisi con le multiformi sofferenze e rEsistenze del nostro territorio sarà compito degli altri importanti relatori del pomeriggio.


La costruzione di un'alternativa radicata e radicale, in grado di comprendere e anticipare i processi, passa per appuntamenti come quello di domani, cui non penso che la cittadinanza che lavora per e pratica il cmabiamento possa mancare.



Stefano

12.5.11

Macerata rEsistente

Oggi giornata di grandi mobilitazioni a Macerata: come Laboratorio Giovanile Sociale abbiamo organizzato l'assemblea d'istituto sulla Palestina all'ITAS, mentre i movimenti studenteschi hanno manifestato contro la presenza del ministro Gelmini nella città, dove clandestinamente e segretamente ha fatto un incontro con il Pdl, Capponi, il Comune (sigh!) ed il rettore (ancora sigh!). Il Movimento degli Studenti ha organizzato un presidio sotto Palazzo Buonaccorsi (dove si svolgeva l'incontro) cui ha preso parte anche Officina Universitaria per un totale di circa 150 persone: cori contro il ministro, che richiamavano alcuni elementi della sua riforma (ulteriore apertura dei CdA ai privati, tagli al Diritto allo Studio e al Fondo Ordinario dell'Università) e incitavano all'idea di un sapere e un percorso formativo diverso, qualificato e qualificante.


Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori contributi, felici di vedere che quanto si sta seminando all'Università, nelle scuole superiori, nella cittadinanza tutta stia dando i suoi frutti...

6.5.11

"Ritorno di Fiom" di Gabriele Polo

Laboratorio Giovanile Sociale ha oggi partecipato allo sciopero generale indetto dalla CGIL e alla manifestazione di Macerata. Anche per discutere di questo e soprattutto per andare oltre, ribadisce l'invito a tutt* a prendere parte all'iniziativa promossa per il 20 maggio e che mette assieme tante delle realtà scese in piazza oggi: Fiom-CGIL, FLC-CGIL, Movimento degli Studenti, Rete degli Studenti-Medi. Dopo lo splendido incontro sulla democrazia del 29 aprile, un altro momento per tessere la tela dell'alternativa e rinnovare l'esigenza di un cambiamento culturale in tutto il Paese. Partendo, in questo caso, da un testo incentrato sul maggiore sindacato dei metalmeccanici.








La riflessione infatti prenderà spunto dal libro "Ritorno di Fiom", di Gabriele Polo

Il sindacato metalmeccanico della Cgil è oggi al centro dell'attenzione di attacchi furibondi e di appassionati consensi nell'ambito di una sfida che non riguarda solo le relazioni industriali ma anche la qualità politica e sociale della nostra democrazia. Sfida per un'idea e una pratica del cambiamento che non intende scambiare l'occupazione con la dignità, i diritti e le condizioni di vita dei lavoratori.
La Fiom è un caso unico nel panorama sindacale europeo: compiuti cent'anni alla fine del secolo scorso, i metalmeccanici della Cgil hanno provato a ritornare giovani, ripartendo dal conflitto tra capitale e lavoro, ritrovandosi accanto ai movimenti antiliberisti, diventando un punto di riferimento anche fuori da fabbriche e uffici, cercando nuove strade per la rappresentanza. Storia di una trasformazione e di una sfida democratica: dalla ripresa del conflitto sociale fino allo contro con la Fiat di Marchionne, passando per Genova 2001, nel racconto giornalistico di un quindicennio e nelle interviste agli ultimi tre segretari generali della Fiom.L'autore ricostruisce le trasformazioni sociali ed economiche dell’Italia e le scelte fatte dai metalmeccanici della Cgil in un arco di tempo che coincide, non casualmente, con «gli anni di Berlusconi», l’ultima autobiografia nazionale del Belpaese. Il libro è una cronaca ragionata dei fatti, articolato in tre parti, ciascuna delle quali corredata dall'intervista al segretario generale del periodo – da Claudio Sabattini (1994-2002) a Gianni Rinaldini (2002-2010) a Maurizio Landini (dal 2010).

7.4.11

La creatività del pensare in comune

Martedì 29 marzo, a Roma, il movimento l'AltraRiforma ha concluso un anno di lavori, assemblee e dibattiti con la pubblicazione in rete del documento Altra Riforma: “la riforma dell'Università scritta da studentesse e studenti”. Chiunque voglia lo può consultare liberamente sul sito: http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrariforma.

Hanno partecipato ai workshop e all'assemblea 227 studenti da 21 atenei italiani. Le realtà organizzate che vi hanno preso parte sono: Assemblea Permanente Urbino, Ateneo Controverso – Cosenza, Collettivo duekappaotto – Campobasso, Coordinamento universitario Link Tuscia, LINK Benevento, LINK Fisciano – Salerno, LINK Bari, LINK Kollettivo Foggia, LINK Napoli, Link Roma, LINK Siena, LINK Taranto Lista di Sinistra – Trieste, Movimento Studenti Macerata, Osserva - Osservatorio Indipendente d'Ateneo – Udine, Panenka – Bologna, Sindacato degli Studenti – Padova, Sinistra Per – Pisa, Si Studenti Indipendenti – Torino, UDU Lecce.


Non c'è democrazia senza diritto. Non c'è democrazia senza rivendicazione di diritti. Non c'è rivendicazione possibile senza movimenti di persone che si facciano responsabili di ciò che nessuno tranne essi stessi possono realizzare. Impegnarsi per la democrazia non è un'eccezione ma la condizione indispensabile, purtroppo non necessariamente sufficiente, per una sua auspicabile realizzazione. Non è un ingenuo giochetto di parole affermare che i movimenti mettono in movimento la democrazia; lo fanno credendo di poter cambiare la realtà per cui si impegnano, inventandosi nuove pratiche, creando nuovi spazi, trasformando continuamente ciò che sono e le persone che li animano: quando si genera il nuovo la democrazia si muove, quando il nuovo diventa diritto la democrazia si realizza. Una democrazia statica, cristallizzata in ciò che è, rassegnata a non poter essere diversamente, purtroppo non è semplicemente incapace di muoversi e realizzarsi, ma regredisce drammaticamente insieme ai suoi cittadini.


Diritto allo studio & welfare, democrazia & autogoverno, finanziamenti agli atenei, contribuzione studentesca, dottorato di ricerca, precari & ricerca, ruolo unico della docenza, ricerca libera, didattica: sono questi i temi affrontati dall'Altra Riforma dell'Università. A partire da qui, lottare e resistere alla non-università dei nostri tempi potrebbe significare altro dal dire sì o no ad una non-riforma dell'Università. Oltre la banalità dell'accettazione rassegnata e la rabbia del rifiuto, quest'ultima indispensabile ma sterile se finalizzata a se stessa, le giovani studentesse e i giovani studenti italiani hanno mostrato quanto possa valere la creatività del pensare in comune. In un tempo in cui l'educazione, la formazione e la cultura vengono prepotentemente estromesse da una vita sociale confinata in una non ben definibile individualità, pensare creativamente ed in comune una nuova università significa realizzare un modo di essere cittadini per certi versi davvero rivoluzionario. Questa possibilità, offerta all'Università italiana non da rettori, professori o ricercatori ma dalle sue studentesse e dai suoi studenti, si mostra come una via aperta da seguire per essere integrata e rinnovata da nuove voci e da nuove idee; anche da chi ancora non ha avuto modo di parteciparvi direttamente. La rete della conoscenza è in movimento, così le persone che la animano; un movimento comune che continuerà a qualificarsi pubblicamente anche attraverso le mobilitazioni del 9 e del 19 aprile fino allo sciopero generale indetto per il 6 maggio; momenti di aggregazione e rivendicazione pubblica in cui il pensare potrà, forse, trovare nuovi stimoli per migliorarsi.


Tuttavia, una questione assilla chi scrive questo articolo da un po' di tempo: Michel Foucault, che ha fatto della sua vita una pratica del pensare, prima di scrivere una delle sue opere più controverse, quale poi si è rivelata Sorvegliare e punire, partecipò attivamente al GIP, Gruppo d'informazione sulle prigioni; senza questo lavoro diretto di informazione e conoscenza sul campo, probabilmente non sarebbe stato in grado di scrivere la sua opera, o quantomeno l'avrebbe scritta diversamente. Si potrebbe dire che non sarebbe stato in grado di pensare la prigione. Direi che la questione/provocazione potrebbe essere avanzata così: siamo in grado oggi di pensare l'Università? In parte certamente sì, e il movimento AltraRiforma lo mostra ampiamente; tuttavia, permane, se non altro in chi scrive questo articolo, il dubbio che questo percorso attraverso il mondo dell'Università, orientato ad una sua vera rinascita, necessiti di un'informazione rinnovata. Un'informazione dalla quale far nascere quella consapevolezza materiale della vita universitaria che permetta veramente di pensarla diversamente da come l'abbiamo pensata finora, oltre ogni freno più o meno riformatore, in comune e creativamente. Un Gruppo d'informazione per l'Università?...


Alessandro Colella

23.3.11

Cambiare l'Università: incontro nazionale per l'AltraRiforma

Ecco di seguito un importante appuntamento per i movimenti studenteschi: a Roma, questo fine settimana, oltre all'importante manifestazione per supportare i referendum per l'acqua bene comune e contro il nucleare, ci sarà una due giorni di workshops e assemblee pr ricostruire l'Università dal basso...

Per chi è interessato ad andare, ci muoveremo con il pullman di linea Macerata-Roma, partendo alle 4.30 di sabato mattina per tornare la sera della domenica (30 euro ca).

Info: Stefano 340.4987591.

Per partecipare alla sola manifestazione per l'acqua benecomune:

tel: 328/6505665

email: comitatoh2si.macerata@gmail.com

Dopo mesi intensi di mobilitazione crediamo sia importante incontrarsi e ripartire dai contenuti della nostra mobilitazione. Serve infatti una discussione pubblica che non si incentri solo sui tempi, bensì sui temi. Promuoviamo quindi un'occasione di confronto aperta a tutte le realtà studentesche universitarie che in questi mesi hanno condiviso in tutt'Italia il percorso di altrariforma dell'università. Invitiamo tutti a rileggere il testo provvisorio dell'altrariforma, aggiornato all'ultimo incontro nazionale, che si è svolto a Torino nell'occupazione di Palazzo Campana. (ecco il testo dell'altrariforma). Sarà importante potersi confrontare sulla riforma degli statuti alla luce dell'approvazione della riforma Gelmini. Abbiamo da tempo preparato, con un lavoro da parte di studenti di tutt'Italia, un opuscolo di proposte sulla riforma degli statuti. Sarà anche e soprattutto un momento di confronto, in vista di una nuova stagione di lotte, verso lo sciopero generale del 6 maggio. Due giorni con un'assemblea e dei workshop tematici per ripubblicizzare l'università e liberare l'Italia. VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=DKfvNsCkr5k Ecco il programma: MOVIMENTO STUDENTESCO: L'ALTERNATIVA ALLA FUGA incontro nazionale per l'AltraRiforma 26 marzo - Facoltà di Economia - Università la Sapienza - Roma ore 9:30 - inizio dei lavori - introduzione e presentazione del testo dell'AltraRiforma di Palazzo Campana Occupato ore 10 - 14 - workshop tematici: - diritto allo studio, nuove forme di welfare, tra nuovi bisogni e vecchi tagli - reinventare la partecipazione, ricostruire la democrazia negli atenei - cosa imparare, come imparare: ripensare la didattica - riscrivere i bilanci, ridisegnare la tassazione - riforma degli statuti: il punto della situazione dalle 14:30 i workshop sono sospesi per consentire la partecipazione all'importante manifestazione nazionale sull'acqua bene comune, verso il referendum. ore 22 - concerto Krikka Reggae - CSOA Intifada 27 marzo -facoltà di Sociologia - La Sapienza - Roma ore 9:30 - assemblea plenaria verso lo sciopero generale: il movimento studentesco tra ripubblicizzazione dell'università e liberazione dell'Italia



Segnaliamo anche l'appuntamento di Ateneiinrivolta: http://www.ateneinrivolta.org/organizziamo_rivolta che sicuramente integra e cammina parallelamente.

2.12.10

Video manifestazione e fiaccolata di stasera.

Video della manifestazione di MARTEDI:
http://www.youtube.com/watch?v=2gnJkQbVfN4&feature=player_embedded

Su facebook potete avere informazioni sulla FIACCOLATA DI OGGI "AD MEMORIAM MORTIS UNIVERSITATIS":
http://www.facebook.com/profile.php?id=1496523371#!/event.php?eid=167311806642209

da Piazza Mazzini partirà un corteo in stile via Crucis con delle stazioni attraverso le quali raccontare i passaggi di questi giorni e la crisi di un sistema-Paese, che riduce i diritti in tutti gli ambiti e che si mostra incapace di riformare l'Università e mutare radicalmente i rapporti di forza che costituiscono la società di oggi.

Stefano

30.11.10

Ddl Gelmini e mobilitazione maceratese

Il Ddl 1905 è passato alla Camera dei Deputati con 307 sì. L'Università pubblica, laica, accessibile, che ricerca e realizza, subisce un altro duro colpo.
Nei prossimi giorni approfondiremo l'analisi su quanto è successo in Italia ed a Macerata, sulle responsabilità ed i meriti politici delle persone, dei rappresentanti nelle istituzioni, nei giornali. Vorremmo dare voce a chi ci ha provato, a chi ha lottato, a chi ha provato a far nascere qualcosa laddove non c'era niente.
Intanto, un grazie ai tanti, tantissimi, che hanno combattutto e continuano a combattere per la difesa dei diritti degli studenti di oggi e di domani. Per un sapere comune. Per un mondo migliore, non che conserva ciò che c'è. Per dire essenzialmente che il sapere, come la vita, non è una merce.
Grazie a chi ha appeso oggi allo Sferisterio lo striscione "No Ddl Gelmini", perché nello stesso istante ha riportato Macerata in Italia (tra i movimenti che protestano ovunque) e sognato un'Italia diversa e migliore.

27.11.10

Flash dall'occupazione a Filosofia

Da lunedi la facoltà di Filosofia di Macerata è in parte occupata da un'assemblea di studenti autonomi in mobilitazione contro il Ddl Gelmini 1905 in discussione alla Camera dei deputati e plausibilmente da votare martedi 30 novembre.
In questi giorni non abbiamo tenuto il passo con gli eventi che si sono susseguiti, le numerose assemblee, le proiezioni di film e le lezioni alternative, le mostre e i concerti; non abbiamo analizzato le forme della protesta, messo in questione i metodi e le pratiche;e soprattutto non abbiamo raccontato le emozioni ed i percorsi che hanno trovato posto all'interno di quella facoltà per poi diffondersi nella città.
Non lo abbiamo fatto perché il Laboratorio è elemento attivo di questo percorso, e alcuni di noi (chi aveva tempo, chi di noi ancora frequenta l'Università, chi ha scelto di impegnarsi in questa battaglia per il nostro Ateneo oltre che contro un Ddl che precarizza la vita, mercifica il sapere e aziendalizza l'Università) che hanno direttamente occupato e stimolato questi processi non hanno avuto il tempo per scrivere.
Dico solo che l'aria di questi giorni era quella che piace respirare, della fame di vita, del desiderio di stare assieme e di farlo anche per una causa comune.
Non aggiungo altro, dato che in questo periodo ci si diverte a strumentalizzare ogni azione, ogni momento condiviso e partecipato dalle associazioni. Persino i volantini.
Mi limito a segnalare alcuni articoli, che hanno permesso di dire "anche Macerata c'è" in una battaglia di civiltà, per la difesa dei diritti allo studio ed all'autonomia del sapere.
Ai prossimi giorni i riflessioni e programmi.
Vi invito a cercare anche su Messaggero e Carlino, dove sono usciti interventi ogni giorno e in particolare un articolo oggi, 26 novembre, che è andato sulla prima pagina del quotidiano... In ultimo, segnalo il link del Movimento su facebook:
Saluti
Stefano

24.11.10

Università aperta a Filosofia.

Riportiamo, senza ulteriori commenti, la piattaforma programmatica degli studenti che hanno occupato la facoltà di Filosofia a Macerata da ieri, lunedì 22 novembre. Siamo con loro. Fisicamente e politicamente.
Il Movimento studenti Macerata, ha deciso di continuare il progetto “Università Aperta” occupando l’aula magna e autogestendo l’atrio della facoltà di Filosofia come forma di protesta nei confronti del DDL 1905/2009 c.d. Gelmini, in discussione durante questa settimana alla Camera dei Deputati, poiché prevede la progressiva aziendalizzazione del modello universitario italiano e la riduzione della rappresentanza studentesca negli organi decisionali dell’Ateneo.
Durante il primo giorno effettivo di occupazione dell’aula sono state fatte lezioni di “altra cultura” su temi cari non solo agli studenti ma a tutta l società: la cultura tra saperi ed erudizione
L’assemblea giudica, inoltre, deleteria la politica finanziaria del Governo che prevede un taglio di 1,4 miliardi di euro al Fondo di Finanziamento Ordinario dell’Università e impone una riduzione del Fondo Ministeriale del Diritto allo Studio che passa dai 196 milioni di euro del 2009 ai 90 milioni del 2010, fino ad arrivare a 12.939.000 euro per il 2013.
Si rivendica inoltre:
-un'aula autogestita dagli studenti in ogni facoltà al fine di promuovere attività extra didattiche che permettano il confronto e il dialogo e iniziative che diano spazio alle esigenze degli studenti.
-il prolungamento dell’orario d’apertura di almeno una biblioteca fino alle ore 23.00, facendo in modo che venga autogestita dagli studenti senza oneri per l’Università.
-la rimodulazione del finanziamento per le attività culturali degli studenti, al fine di favorire forme di ricerca alternative.
Si richiede al Senato Accademico di intervenire presso le sedi competenti al fine di non adottare i provvedimenti previsti dal DDL 1905\2010 e di portare avanti le istanze degli studenti.

Movimento studenti Macerata
Per info dalla Facoltà occupata Francesco: 338.3428553