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7.4.11

La creatività del pensare in comune

Martedì 29 marzo, a Roma, il movimento l'AltraRiforma ha concluso un anno di lavori, assemblee e dibattiti con la pubblicazione in rete del documento Altra Riforma: “la riforma dell'Università scritta da studentesse e studenti”. Chiunque voglia lo può consultare liberamente sul sito: http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrariforma.

Hanno partecipato ai workshop e all'assemblea 227 studenti da 21 atenei italiani. Le realtà organizzate che vi hanno preso parte sono: Assemblea Permanente Urbino, Ateneo Controverso – Cosenza, Collettivo duekappaotto – Campobasso, Coordinamento universitario Link Tuscia, LINK Benevento, LINK Fisciano – Salerno, LINK Bari, LINK Kollettivo Foggia, LINK Napoli, Link Roma, LINK Siena, LINK Taranto Lista di Sinistra – Trieste, Movimento Studenti Macerata, Osserva - Osservatorio Indipendente d'Ateneo – Udine, Panenka – Bologna, Sindacato degli Studenti – Padova, Sinistra Per – Pisa, Si Studenti Indipendenti – Torino, UDU Lecce.


Non c'è democrazia senza diritto. Non c'è democrazia senza rivendicazione di diritti. Non c'è rivendicazione possibile senza movimenti di persone che si facciano responsabili di ciò che nessuno tranne essi stessi possono realizzare. Impegnarsi per la democrazia non è un'eccezione ma la condizione indispensabile, purtroppo non necessariamente sufficiente, per una sua auspicabile realizzazione. Non è un ingenuo giochetto di parole affermare che i movimenti mettono in movimento la democrazia; lo fanno credendo di poter cambiare la realtà per cui si impegnano, inventandosi nuove pratiche, creando nuovi spazi, trasformando continuamente ciò che sono e le persone che li animano: quando si genera il nuovo la democrazia si muove, quando il nuovo diventa diritto la democrazia si realizza. Una democrazia statica, cristallizzata in ciò che è, rassegnata a non poter essere diversamente, purtroppo non è semplicemente incapace di muoversi e realizzarsi, ma regredisce drammaticamente insieme ai suoi cittadini.


Diritto allo studio & welfare, democrazia & autogoverno, finanziamenti agli atenei, contribuzione studentesca, dottorato di ricerca, precari & ricerca, ruolo unico della docenza, ricerca libera, didattica: sono questi i temi affrontati dall'Altra Riforma dell'Università. A partire da qui, lottare e resistere alla non-università dei nostri tempi potrebbe significare altro dal dire sì o no ad una non-riforma dell'Università. Oltre la banalità dell'accettazione rassegnata e la rabbia del rifiuto, quest'ultima indispensabile ma sterile se finalizzata a se stessa, le giovani studentesse e i giovani studenti italiani hanno mostrato quanto possa valere la creatività del pensare in comune. In un tempo in cui l'educazione, la formazione e la cultura vengono prepotentemente estromesse da una vita sociale confinata in una non ben definibile individualità, pensare creativamente ed in comune una nuova università significa realizzare un modo di essere cittadini per certi versi davvero rivoluzionario. Questa possibilità, offerta all'Università italiana non da rettori, professori o ricercatori ma dalle sue studentesse e dai suoi studenti, si mostra come una via aperta da seguire per essere integrata e rinnovata da nuove voci e da nuove idee; anche da chi ancora non ha avuto modo di parteciparvi direttamente. La rete della conoscenza è in movimento, così le persone che la animano; un movimento comune che continuerà a qualificarsi pubblicamente anche attraverso le mobilitazioni del 9 e del 19 aprile fino allo sciopero generale indetto per il 6 maggio; momenti di aggregazione e rivendicazione pubblica in cui il pensare potrà, forse, trovare nuovi stimoli per migliorarsi.


Tuttavia, una questione assilla chi scrive questo articolo da un po' di tempo: Michel Foucault, che ha fatto della sua vita una pratica del pensare, prima di scrivere una delle sue opere più controverse, quale poi si è rivelata Sorvegliare e punire, partecipò attivamente al GIP, Gruppo d'informazione sulle prigioni; senza questo lavoro diretto di informazione e conoscenza sul campo, probabilmente non sarebbe stato in grado di scrivere la sua opera, o quantomeno l'avrebbe scritta diversamente. Si potrebbe dire che non sarebbe stato in grado di pensare la prigione. Direi che la questione/provocazione potrebbe essere avanzata così: siamo in grado oggi di pensare l'Università? In parte certamente sì, e il movimento AltraRiforma lo mostra ampiamente; tuttavia, permane, se non altro in chi scrive questo articolo, il dubbio che questo percorso attraverso il mondo dell'Università, orientato ad una sua vera rinascita, necessiti di un'informazione rinnovata. Un'informazione dalla quale far nascere quella consapevolezza materiale della vita universitaria che permetta veramente di pensarla diversamente da come l'abbiamo pensata finora, oltre ogni freno più o meno riformatore, in comune e creativamente. Un Gruppo d'informazione per l'Università?...


Alessandro Colella

29.3.11

Report incontro nazionale per l'AltraRiforma

Riporto di seguito il report della due giorni tenutasi alla Sapienza a Roma cui abbiamo accennato nei post precedenti.

Con Francesco Gabriella e Federico, in rappresentanza del Movimento Studentesco maceratese, ho preso parte ai workshops ed alle assemblee sulla democrazia e partecipazione, sul welfare e il diritto allo studio, sugli statuti universitari le tasse e i bilanci.

Ripropongo di seguito il report convinto che vada elaborata una riflessione sempre più complessa, che necessita di continuità ora che la politica non sembra in grado di rappresentare le istanze sociali che si moltiplicano.

Il Laboratorio si inserisce in questo ragionamento, che ci porterà a sostenere lo sciopero del 6 maggio ed i referendum del 12 giugno.

Stefano



Due giorni per l'AltraRifoma dell'università ,due giorni di confronto tra studentesse e studenti da tutt'Italia, due giorni che rappresentano una nuova tappa del percorso di costruzione di un’alternativa dal basso alla legge Gelmini. Ci siamo confrontati sui temi della partecipazione democratica, del welfare studentesco e universale, della didattica, del finanziamento degli atenei e intendiamo rilanciare la battaglia a tutto campo per il cambiamento reale e radicale dell’università, la lotta per trasformare l’università, per ripubblicizzarla, per renderla un luogo capace di diffondere saperi e costruire futuro.


È proprio questo percorso di contenuti, di analisi e di proposta, a permetterci di rivendicare pienamente la continuità tra le mobilitazioni di piazza di questi mesi e il nostro quotidiano lavoro di vertenzialità, rappresentanza e mutualismo. Non innalziamo bandiere sugli strumenti di lotta, bensì li utilizziamo per costruire il cambiamento che vogliamo, cioè un’università pubblica, democratica, universalmente accessibile, libera da qualsiasi condizionamento confessionale o di mercato, e in grado di essere il motore di un cambiamento radicale della società, della costruzione di un nuovo modello di sviluppo, della promozione dell’uguaglianza. Le contraddizioni della legge Gelmini e del fronte che l’ha sostenuta stanno evidentemente scoppiando in questi mesi: il processo di revisione degli statuti è nel caos, tra le varie caste baronali è guerra totale sui fondi e sulla governance, il presidente della Crui Decleva si è dimesso in anticipo per non affrontare l’applicazione della legge che lui stesso ha fortemente sostenuto. Pertanto la battaglia contro la legge Gelmini, all’interno delle commissioni statuto come nelle piazze, deve continuare fino in fondo, all’interno di quel generale fronte di mobilitazioni e vertenze per la costruzione dell’altra università.


Per questo l’ AltraRiforma, esperienza frutto dei limiti dell'Onda e della sua capacità di aprire nuove strade, rappresenta davvero l’unica alternativa possibile alla riforma Gelmini e alla non-università di oggi, l'unica possibile non per i suoi contenuti, ma perché è una riforma che nasce dalle studentesse e dagli studenti che vivono realmente l’università e che si sono mobilitati in questi anni per rivendicare la centralità dei saperi nel nostro Paese. Ripartire dai soggetti reali che vivono l’università come gli studenti i ricercatori, i precari è una condizione imprescindibile per costruire un processo di riforma che sia vivo ed efficace. Il carattere straordinario e innovativo dell'AltraRiforma sta proprio nel legame inscindibile tra proposta e mobilitazione, per questo l’AltraRiforma non è semplicemente un elenco di idee concrete per migliorare l’università italiana, bensì una pratica politica costante che pone al centro il tema dell’alternativa e della reale possibilità di cambiamento per questo Paese, abbracciando tutte le lotte sociali protagoniste di questo autunno.


Il tema della vittoria dei movimenti sociali non può, infatti, essere scollegato dalla capacità di costruire alternative dal basso, in contrapposizione con qualsiasi provvedimento imposto dall’alto che prova a restringere lo spazio dei diritti. Ma non ci limitiamo all'università, abbiamo tante altre idee di futuro per un’altra idea di paese. Proprio quest’autunno abbiamo ripreso quella “vertenza generale sul futuro” aperta dall’Onda del 2008, affermando con forza che la questione generazionale è una questione sociale. Abbiamo posto al centro del dibattito pubblico la nostra condizione, sospesa tra una formazione indebolita, svuotata, parcellizzata e la scelta ricattatoria tra la schiavitù della precarietà e la resa all’emigrazione. In questo senso la giornata del 9 aprile, “Il nostro tempo è adesso”, sui temi del lavoro precario rappresenta un’occasione da non perdere per rilanciare il tema della precarietà nel dibattito pubblico. Non ci interessa una mobilitazione puramente evocativa, bensì vogliamo che vengano messi in luce e affrontati con determinazione tutti i nodi del dibattito sul tema: la proliferazione delle forme contrattuali atipiche, l’assenza di diritti, garanzie e tutele sociali per chi non ha un contratto a tempo indeterminato. Vogliamo anche che si metta in luce il carattere esistenziale della precarietà, ovvero il generale processo di precarizzazione, mercificazione e colonizzazione di tutti i nostri tempi di vita. Questi temi vanno rilanciati e praticati anche sul piano vertenziale, costruendo in tutti i territori percorsi concreti, a partire da ciò che ci sta più vicino: gli stage e i tirocini, i praticantati, il lavoro nero.


Il nostro obiettivo è proprio svelare le connessioni tra tutti i soggetti sociali che stanno pagando la crisi, in vista dello sciopero generale del 6 maggio. Del resto il caso Fiat, negli ultimi mesi, ha reso definitivamente obsoleta ogni distinzione tra garantiti e non garantiti, di fronte alle leggi del profitto. La minaccia della delocalizzazione rappresenta la generalizzazione del ricatto della precarietà, il tentativo di assoggettare settori sempre più ampi della popolazione alle logiche dello sfruttamento, in un lungo percorso di disciplinamento e impoverimento.


Per questo è particolarmente importante il percorso di costruzione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per il 6 maggio. Non possiamo limitarci a portare la nostra solidarietà ai lavoratori, ma dobbiamo portare lo sciopero nelle università, realizzando un blocco reale del sistema della formazione e della ricerca. Il 6 maggio dobbiamo bloccare il Paese per sbloccare il futuro.


Per far ciò è necessario mobilitarsi anche nella giornata di azioni del 19 aprile, proposta dall’Unione degli Studenti, moltiplicandola sui territori e coordinandoci, per farne un'occasione per rendere palese il legame tra la crisi, la precarietà e la conoscenza, attraverso azioni e rivendicazioni legate al tema del welfare e dell’accesso ai saperi.La necessità di fare dello sciopero un momento di conflitto reale impone di investire su una partecipazione significativa sul piano della quantità e della qualità.


Ciò può avvenire solo attraverso un vero percorso di discussione e partecipazione all’interno delle facoltà, in grado di bloccare il 6 maggio tutti gli atenei e contribuire in maniera concreta e sostanziale allo sciopero generale. La nostra partecipazione sarà caratterizzata dai temi che ci accompagnano ormai da mesi: questione generazionale come questione sociale, lotta alla precarietà, rivendicazione di un nuovo welfare universale, lotta per la parità di genere contro il sessismo, lotta per difesa dei beni comuni e mobilitazione per la pace e il disarmo.


I temi globali intersecano da tempo la nostra agenda e la nostra analisi, e per questo la mobilitazione del 2 aprile per la pace, il disarmo e la democrazia in Libia ci vedrà di nuovo in piazza. Il nostro obiettivo è costruire un fronte ampio di opposizione sociale, che sappia legare tra loro il movimento per la pace e il percorso verso lo sciopero generale, fino all’appuntamento referendario di giugno. Le battaglie per la ripubblicizzazione dell’acqua, contro il nucleare e per le energie rinnovabili ci vedono già impegnati nei territori. Il nostro lavoro preparatorio può essere fondamentale per il raggiungimento del quorum, in particolare se riusciremo a costruire le condizioni materiali per una partecipazione massiccia al voto degli studenti fuori sede.


Ma le mobilitazioni per i beni comuni rappresentano anche e soprattutto l’occasione di costruire reti locali in difesa dei territori, in grado di fare da presidio di resistenza e di promuovere processi virtuosi di rilancio dei territori, all’interno dei quali sarà fondamentale il ruolo dei saperi per la riconversione ambientale e sociale dell’economia. Mobilitarsi per la pace, costruire uno sciopero generale vero e partecipato, vincere le battaglie referendarie significa porre le condizioni per un ribaltamento dei rapporti di forza in questo paese, per un’inversione di tendenza nei processi di precarizzazione e privatizzazione in atto da decenni. Tramite il protagonismo diretto dei soggetti sociali, abbiamo davvero l’opportunità di liberare l’Italia, porre fine al berlusconismo, dare alla nostra generazione un’alternativa alla fuga.


Hanno partecipato ai workshop e all'assemblea 227 studenti da 21 atenei italiani. Le realtà organizzate che vi hanno preso parte sono:

Assemblea Permanente Urbino, Ateneo Controverso – Cosenza, Collettivo duekappaotto – Campobasso, Coordinamento universitario Link Tuscia, LINK Benevento, LINK Fisciano – Salerno, LINK Bari, LINK Kollettivo Foggia, LINK Napoli, Link Roma, LINK Siena, LINK Taranto Lista di Sinistra – Trieste, Movimento Studentesco Macerata - Osservatorio Indipendente d'Ateneo – Udine, Panenka – Bologna, Sindacato degli Studenti – Padova, Sinistra Per – Pisa, Si Studenti Indipendenti – Torino, UDU Lecce

23.3.11

Cambiare l'Università: incontro nazionale per l'AltraRiforma

Ecco di seguito un importante appuntamento per i movimenti studenteschi: a Roma, questo fine settimana, oltre all'importante manifestazione per supportare i referendum per l'acqua bene comune e contro il nucleare, ci sarà una due giorni di workshops e assemblee pr ricostruire l'Università dal basso...

Per chi è interessato ad andare, ci muoveremo con il pullman di linea Macerata-Roma, partendo alle 4.30 di sabato mattina per tornare la sera della domenica (30 euro ca).

Info: Stefano 340.4987591.

Per partecipare alla sola manifestazione per l'acqua benecomune:

tel: 328/6505665

email: comitatoh2si.macerata@gmail.com

Dopo mesi intensi di mobilitazione crediamo sia importante incontrarsi e ripartire dai contenuti della nostra mobilitazione. Serve infatti una discussione pubblica che non si incentri solo sui tempi, bensì sui temi. Promuoviamo quindi un'occasione di confronto aperta a tutte le realtà studentesche universitarie che in questi mesi hanno condiviso in tutt'Italia il percorso di altrariforma dell'università. Invitiamo tutti a rileggere il testo provvisorio dell'altrariforma, aggiornato all'ultimo incontro nazionale, che si è svolto a Torino nell'occupazione di Palazzo Campana. (ecco il testo dell'altrariforma). Sarà importante potersi confrontare sulla riforma degli statuti alla luce dell'approvazione della riforma Gelmini. Abbiamo da tempo preparato, con un lavoro da parte di studenti di tutt'Italia, un opuscolo di proposte sulla riforma degli statuti. Sarà anche e soprattutto un momento di confronto, in vista di una nuova stagione di lotte, verso lo sciopero generale del 6 maggio. Due giorni con un'assemblea e dei workshop tematici per ripubblicizzare l'università e liberare l'Italia. VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=DKfvNsCkr5k Ecco il programma: MOVIMENTO STUDENTESCO: L'ALTERNATIVA ALLA FUGA incontro nazionale per l'AltraRiforma 26 marzo - Facoltà di Economia - Università la Sapienza - Roma ore 9:30 - inizio dei lavori - introduzione e presentazione del testo dell'AltraRiforma di Palazzo Campana Occupato ore 10 - 14 - workshop tematici: - diritto allo studio, nuove forme di welfare, tra nuovi bisogni e vecchi tagli - reinventare la partecipazione, ricostruire la democrazia negli atenei - cosa imparare, come imparare: ripensare la didattica - riscrivere i bilanci, ridisegnare la tassazione - riforma degli statuti: il punto della situazione dalle 14:30 i workshop sono sospesi per consentire la partecipazione all'importante manifestazione nazionale sull'acqua bene comune, verso il referendum. ore 22 - concerto Krikka Reggae - CSOA Intifada 27 marzo -facoltà di Sociologia - La Sapienza - Roma ore 9:30 - assemblea plenaria verso lo sciopero generale: il movimento studentesco tra ripubblicizzazione dell'università e liberazione dell'Italia



Segnaliamo anche l'appuntamento di Ateneiinrivolta: http://www.ateneinrivolta.org/organizziamo_rivolta che sicuramente integra e cammina parallelamente.