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28.10.11

Vittorio Agnoletto: video e resoconti.



Il racconto di Gabriele Censi, di Cronache Maceratesi.

“Ma chi te lo fa fare a scrivere un libro così? Consigli sono venuti da molte parti anche non vicine, mi ha chiesto un appuntamento a Roma per parlarmi un nome importante dell’apparato dei servizi, ma nel luogo poco riservato dove ci siamo incontrati ha detto di non avere nulla da dirmi. Solo questo consiglio. Oltre ad un informazione molto significativa: seppure ci eravamo parlati al telefono solo una volta pochi giorni prima risultavano alcune chiamate tra di noi anche nel passato…”. Questo ed altri agghiaccianti aneddoti racconta per due ore di fila, ai giovani che hanno riempito l’aula di Filosofia dell’Università di Macerata, Vittorio Agnoletto, leader del movimento No-Global, ’quello del G8 di Genova’, dieci anni dopo. Un Libro scritto con un altro che quei giorni li ha vissuti: Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Carlino, uscito con le ossa rotte dalla Scuola Diaz di Genova. Un resoconto di dieci anni di ricerca della verità, “una verità che oggi è appurata, salvo che per la morte di Carlo Giuliani, e nonostante i tanti tentativi di fermare le inchieste, ma una verità a cui non corrisponde giustizia. Ci sono degli intoccabili e stanno ai vertici delle istituzioni. Intitolando questa ricostruzione documentata dei fatti, da allora ad oggi, “Eclisse della democrazia” rispondo alla domanda ‘chi me lo ha fatto fare’: credo che questo stato di cose sia un oscuramento dei diritti solo temporaneo come un’eclisse, un mondo diverso è possibile e quello che il movimento diceva 10 anni fa, gli allarmi climatici e la non sostenibilità di questa economia, trovano risposte chiare in quel che è accaduto dopo, nel 2001 il 20 % della popolazione controllava l’80% delle risorse, oggi l’8,7% ne controlla l’82% ! Ed anche se provano a censurare l’informazione, alla conferenza stampa di presentazione del libro c’era solo la Radio Svizzera…, oggi la comunicazione passa comunque grazie ad internet”
Tanti e attenti gli studenti che hanno ascoltato Vittorio Agnoletto, introdotto da Natascia Mattucci, ricercatrice di Filosofia Politica dell’Università di Macerata, e moderato da Francesco Rocchetti, ricercatore dell’Istituto Storico della Resistenza di Macerata. L’iniziativa è stata organizzata dal Laboratorio Giovanile Sociale di Macerata: “Uno stimolante e partecipato incontro in un luogo simbolo per noi, là dove si sono seduti gli oratori è iniziata l’occupazione universitaria un anno fa”.

22.10.11

Eventi:Vittorio Agnoletto a Macerata sulla VIOLENZA DI STATO

LGS Macerata organizza

VIOLENZA DI STATO:
Macerata – AULA A, Facoltà di Filosofia - C.so Garibaldi, 20
ORE 17,30

Vittorio Agnoletto
portavoce del movimento NoGlobal a Genova 2001
autore di Eclisse della Democrazia, libro dedicato alle violenze del G8

Natascia Mattucci
ricercatrice di Filosofia Politica UniMc
studiosa di Michel Foucault e dei sistemi di controllo e coercizione

modera

Francesco Rocchetti
ricercatore Istituto Storico della Resistenza MC

Ci sarà la possibilità di acquistare libri con la collaborazione di Feltrinelli

Nel luglio 2001 il grande e plurale movimento NoGlobal, impegnato nella critica del sistema capitalistico e delle politiche neoliberali, scende in piazza a Genova per il controvertice del G8, che si sta tenendo in quei giorni nella città ligure alla presenza dei capi di Stato delle potenze mondiali.
Il secondo e terzo giorno, però, sono teatro di scontri di piazza che portano, il 20 luglio, alla morte di Carlo Giuliani, sparato da un poliziotto durante gli scontri di Piazza Alimonda.

Cosa è successo in quei giorni? Come lo Stato ha fatto uso di misure repressive e violente contro i manifestanti?
Ma soprattutto, in che modo lo Stato utilizza oggi il monopolio della violenza? Come collegare i divieti di manifestare con l'esclusione dei migranti, le forme di controllo nelle scuole e nelle carceri con le nuove pratiche di esclusione ed emarginazione? Come decostruire l'immaginario della violenza?

Allo stesso tempo, oggi si ricompone un grandissimo movimento sociale, che attraverso la vittoria del referendum e la nuova esperienza di Napoli, le grandi mobilitazioni mondiali degli "indignati" contro il debito e le banche, chiede e propone un nuovo modello economico e sociale fondato sui beni comuni, la democrazia diretta e la gestione collettiva delle risorse e della produzione.
L'enorme manifestazione del 15 ottobre scorso ci interroga inoltre sulle forme della protesta e le modalità per costruire, e praticare, una politica (e una pedagogia) alternativa, del vivere comunitario, attorno ai beni comuni e ad una nuova democrazia sostanziale, per un nuovo modello economico e sociale.

Se ne discuterà GIOVEDI 27 OTTOBRE, nell'AULA A della FACOLTA' DI FILOSOFIA, in C.so Garibaldi: