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3.10.11

Il 15 ottobre in piazza per salvare il Paese

Il 15 ottobre ci riprendiamo la piazza perché nei nostri sogni esiste un altro mondo.

Il 15 ottobre anche noi saremo in piazza con gli “indignati” d’Europa: indignati come chi subisce un torto e vuole giustizia, indignati come chi è stato derubato in modo sistematico da chi tiene i cordoni della Borsa, muove i fili invisibili delle banche e occupa le stanze dei bottoni.
Ci hanno cresciuto nel culto di un sistema economico che ci chiedeva flessibilità, “spirito d’impresa” e sacrifici promettendo ricchezza.
Siamo diventati precari, apprendisti sfruttati, stagisti non pagati, studenti universitari vessati da tasse sempre più alte e finanziamenti sempre più bassi.
Abbiamo comprato i loro prodotti, rinunciato a mutui e pensioni.
Abbiamo perso diritti sul lavoro conquistati con anni di lotte dai nostri nonni e dai nostri padri.
Non abbiamo rappresentanza nel Parlamento, complice una politica che si è ripiegata nel suo fortino, per rappresentare interessi ben precisi.
E ora che questo sistema improntato al “produci-consuma-crepa” crolla come un gigante dai piedi d’argilla, nonostante le molte ingiustizie su cui negli anni si era puntellato, gli stessi che ci hanno condotti verso il baratro vogliono che paghiamo ancora.
Quando alzavamo la voce, dicendo che oltre che ingiusto questo sistema era sbagliato, iniquo e irrazionale, ci chiamavano cassandre.
E come la Cassandra del mito classico avevamo ragione.
La nostra è una indignazione non autosufficiente, che parte da lontano, attraversa Genova dal 2001 al 2011, e non finisce.
La nostra indignazione percorre gli stessi sentieri di chi vuole costruire un’alternativa, di chi sa che questo non è il solo modo di far andare le cose.
Noi ne conosciamo uno più giusto ed equo,abbiamo proposte e pretendiamo di essere ascoltati.
Scenderemo in piazza il 15 ottobre perché in Parlamento si discute di dove e come prendere i soldi ma nessuno contesta per cosa si devono usare.
Noi pensiamo che “tranquillizzare i mercati” sia un tributo di sangue ad una divinità malevola, una ricetta impiegata troppe volte in passato e che non risolve il problema.
Noi crediamo che i soldi vadano presi dove ce ne sono, da chi finora ha pagato poco o nulla.
Con l’istituzione della patrimoniale, una lotta vera all’evasione fiscale nelle sue diverse forme, con la tassazione delle rendite finanziarie. Noi crediamo che i soldi vadano tolti, per esempio, alle scuole private, alla Chiesa Cattolica, alle spese militari, al finanziamento sistematico alla cultura del profitto, dell’impresa, della religione, della guerra e della morte.
Dobbiamo investire su una società dei saperi, sulla ricerca, sull’istruzione, e non regredire in un regime dello sfruttamento, di un capitalismo “straccione”, dell’Europa delle banche e della finanza.
Il 15 ottobre manifesteremo perché il destino dello stato sociale e della qualità della vita nel nostro Paese nei prossimi anni sta per essere determinato da organismi sovranazionali e lobby economiche che nessuno ha eletto. Siamo un paese commissariato e sull’orlo del baratro, e vogliamo riprenderci la democrazia che ci è stata espropriata da questa destra antirepubblicana, clericale ed eversiva.
 Il 15 ottobre manifesteremo perché dietro alla manovra Sacconi c’è la cancellazione di fatto di ogni garanzia sui contratti di lavoro nel nostro Paese e lo smantellamento dello Statuto dei Lavoratori (compreso l’articolo 18 che gli italiani hanno già difeso in passato) e quindi la Costituzione. Il 15 ottobre saremo in piazza perché non siamo ancora rassegnati: chi tiene in mano le redini del Paese lo sta distruggendo e spetta a noi salvarlo.

Alternativa Ribelle (RibAlta)





Altri articoli:
Appello "Noi il debito non lo paghiamo": 
Appello della rete RibAlta-Alternativa Ribelle "In piazza per salvare il Paese": http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/10/il-15-ottobre-in-piazza-per-salvare-il.html
Appello "Uniti per l'Alternativa":
L'adesione di De Magistris:
La Klein in Piazza Liberty, con i manifestanti davanti Wall Street: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/10/naomi-klein-in-liberty-plaza.html

22.8.11

Campeggio Alternativa Ribelle

Pubblichiamo di seguito, il programma del campeggio "Alternativa Ribelle 2011", che si terrà dal 22 al 29 Agosto presso il Camping internazionale di Frassanito - Otranto.

 
22 AGOSTO ORE 16-20
WORKSHOP: LA POLITICA DEI PARTITI E LA POLITICA DEI MOVIMENTI: LE NUOVE FORME DELLA PARTECIPAZIONE
LUCIO MAGRI
ONOFRIO ROMANO – ricercatore di storia Università di Bari
CIRO PESACANE – Presidente nazionale Forum ambientalista
CLAUDIO BAZZOCCHI – filosofo

h. 22.00 Dance hall
 
 23 AGOSTO ORE 16-20
WORKSHOP: IL CONFLITTO TRA CAPITALE E LAVORO COME FULCRO DELLA SOCIETA’ IN TRASFORMAZIONE
RICCARDO BELLOFIORE – ECONOMISTA
RICCARDO REALFONZO – ECONOMISTA
NANNI ALLEVA – GIUSLAVORISTA
ROBERTO D’ANDREA – SEGRETERIA NAZIONALE NIDIL – CGIL
RAUL MORDENTI – PROFESSORE ORDINARIO DI CRITICA LETTERARIA
SIMONE OGGIONNI – PORTAVOCE NAZIONALE GIOVANI COMUNISTI

h. 22.00 JAM SESSION- jambè e tamburelli
 
 24 AGOSTO 16-20
 WORKSHOP: GENERI, IDENTITA’, CULTURE: VECCHI CONFLITTI E NUOVI PARADIGMI
LAURA CORRADI – SOCIOLOGA
MARIA GRAZIA CAMPUS – MEDICO, ESPERTA DEL SETTORE
GIACOMO GUCCINELLI - RESPONSABILE ARCIGAY GIOVANI 


h. 22.00 CRAZY DICE-Cover band LED ZEPPELIN
 
 25 AGOSTO ORE 15-19
WORKSHOP: LA COMUNICAZIONE POLITICA E LA RETE: NUOVI ORIZZONTI PER UN MONDO CHE CAMBIA
HAIDI GIULIANI
ROSA RINALDI – SEGRETERIA NAZIONALE PRC – FDS
ITALO ARCURI – DIRETTORE DI QUINEWS
LEO PALMISANO – sociologo
PAOLA PELLEGRINI – UFFICIO POLITICO PDCI – FDS

h. 23.00 ARSURA-Pizzica
 
 26 AGOSTO ORE 21
LE RIVOLTE DI UNA GENERAZIONE E LA GUERRA IN LIBIA: UNO SGUARDO SUL MONDO
ANNA MARIA RIVERA – ANTROPOLOGA E ETNOLOGA
FRANCESCO FRANCESCAGLIA – RESP. ESTERI PDCI – FDS
PAOLO FERRERO – SEGRETARIO NAZIONALE PRC – FDS
ANNA BELLIGERO – PORTAVOCE NAZIONALE GIOVANI COMUNISTI

h 10 – MUSICA DAL VIVO
MAURETTO- Dance HALl
 
27 AGOSTO LIBERO/NOTTE DELLA TARANTA – PARTENZA PRIMO POMERIGGIO IN PULLMAN (15 €)
 
 28 AGOSTO ORE 15
ASSEMBLEA. VERSO UN NUOVO AUTUNNO DI LOTTA: ALTERNATIVA RIBELLE E IL MOVIMENTO
SINDACATI STUDENTESCHI E REALTA' IN MOVIMENTO
COMITATO "IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO"
DELEGAZIONE LAVORATORI ADELCHI
FLC - CGIL 
NIDIL - CGIL
 
28 AGOSTO ORE 21
CONTRO TUTTE LE MAFIE PER UNA NUOVA QUESTIONE MERIDIONALE
modera Massimo Melillo – giornalista “Il quotidiano di Lecce”
 
GIOVANNI IMPASTATO – CASAMEMORIA DI CINISI (PA)
ALESSANDRO COBIANCHI RESP. LEGALITA' ARCI
DON RAFFAELE BRUNO - COORDINATORE LIBERA PUGLIA
ORAZIO LICANDRO – SEGRETERIA NAZIONALE PDCI – FDS
MARIA CAMPESE – SEGRETERIA NAZIONALE PRC – FDS
FLAVIO ARZARELLO – COORDINATORE NAZIONALE FGCI
 
 h. 23.00 TONDI MIRKO- Dance HALL

7.6.11

Il manifesto dell'associazione "Alternativa Ribelle - Ribalta"

Sabato e domenica io e Francesco, assieme ai compagni Federico ed Enrico della Fgci di Fermo, siamo stati a Roma per prendere parte all'assemblea costitutiva dell'associazione 'Alternativa Ribelle - Ribalta'. In sostanza, le giovanili della Federazione della Sinistra danno luce ad un'associazione di carattere politico, culturale e ricreativo, che riparte dai territori per tessere la rete dell'alternativa, far emergere i conflitti e dare delle risposte. Come Laboratorio accogliamo positivamente la nascita di questo movimento, che implicitamente riconosce i meriti della nostra stessa esperienza di Laboratorio Giovanile Sociale come luogo di sperimentazione politica radicato territorialmente e in grado di aprire spazi per altre-pratiche. Penso, e pensiamo, che questi percorsi si possano e debbano incrociare a Macerata, nelle forme che riteniamo più opportune, per far sì che tutt* coloro che credono nella costruzione della 'società dei beni comuni' (per citare Cacciari) si ritrovino insieme e sempre più diano vita a percorsi nuovi di democrazia dal basso e riappropriazione del lavoro e degli spazi sociali.

Stefano



Pubblichiamo di seguito il manifesto dell' associazione "Alternativa Ribelle - Ribalta", sintesi dei due giorno di workshops e discussione.


Per la prima volta dalla nascita della Repubblica le nuove generazioni hanno prospettive ed aspettative peggiori di quelle precedenti. Dopo la fase espansiva dei diritti e del benessere del secondo dopoguerra siamo ormai da anni entrati in una fase regressiva. Il capitalismo ha portato a termine la sua rivoluzione passiva, imponendo un’ideologia che ha progressivamente scardinato le “grandi narrazioni” popolari e democratiche del Novecento e imposto una cultura dell’individualismo e dell’egoismo che ha accompagnato i processi di parcellizzazione del ciclo produttivo e di frantumazione del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori.
I diritti sociali conquistati in anni di lotte e che sembravano ormai acquisiti vengono gradualmente smantellati: non abbiamo alcuna certezza di poter ottenere un'istruzione di qualità, un lavoro appagante e non precario, un salario dignitoso, l'accesso a forme di welfare e alla garanzia di una pensione. La precarietà, raccontata come flessibilità a partire dagli anni '90, ha invaso ogni aspetto della vita, non solo nel mondo del lavoro. È ciò che segna la nostra generazione e la contraddistingue, la rende quasi “unica”. L'aggregazione e l'organizzazione delle soggettività sono pratiche sempre più rare, perché a questa generazione precaria viene prospettato un orizzonte meramente individuale, in cui le generazioni e i lavoratori vengono costretti ad un conflitto fra loro che ci profilano come insanabile ed inevitabile. Proprio in virtù di quest'attacco così potente al nostro futuro, questa generazione ha smarrito la fiducia nella politica quale strumento di trasformazione e cambiamento della propria esistenza. Tuttavia il conflitto è esploso, anche in forme inedite, specie laddove l'offensiva è stata più dura. Si tratta infatti della generazione che ha dato vita a uno dei più grandi movimenti studenteschi della storia del Paese, ha fatto proprie le lotte degli operai di Pomigliano e di Mirafiori per il lavoro e la democrazia, ha reclamato, assieme alle migliaia di migranti che popolano le città italiane, diritti di cittadinanza e diritti sociali per tutti. E' una generazione che non ha scordato la Resistenza, e che contrasta i rigurgiti di neofascismo, xenofobia, razzismo, antisemitismo; una generazione che sente come proprie le battaglie delle donne e del movimento GLBTQI, consapevole che la dignità, così come il diritto ad un amore e ad una sessualità libere e autodeterminate, sono condizioni determinanti per una società davvero democratica.
È la stessa generazione che è scesa in piazza appena gli aerei del colonialismo occidentale sono decollati dalle nostre basi per portare morte e distruzione, scegliendo senza equivoci di stare dalla parte giusta, contro la guerra e dalla parte dell'autodeterminazione dei popoli, guardando con grande speranza alle rivolte che hanno attraversato il mondo arabo, il Maghreb, il Medio Oriente, la Spagna e scorgendo in esse il seme dell’insorgenza di una generazione pronta a riprendere in mano il proprio destino. Sempre la stessa generazione che ha dato vita ai comitati per l'acqua pubblica, a quelli contro il nucleare, portandoli nelle università, nei luoghi di lavoro, con la consapevolezza che le questioni ambientali, della sostenibilità del nostro pianeta, della finitezza delle risorse, sono determinanti nella costruzione dell'altro mondo possibile. Su questo solco mettiamo insieme le nostre energie, per un lavoro comune che serva a ritessere le connessioni tra gli esseri umani, tra i saperi e la coscienza critica, tra l’indignazione privata e la lotta collettiva, tra il presente e il futuro. Dopo anni di arretramento e sconfitte vogliamo tornare a costruire il nostro tempo, per l’oggi e per il domani, siamo stanchi di dover ripiegare e difenderci, è ora di attaccare, di prenderci ciò che ci spetta! Vogliamo costruire un luogo, fisico e ideale, che aggreghi attorno all’iniziativa e alla proposta politica, alla promozione culturale, al dinamismo delle idee. Un luogo che crei l’identità, l'immaginario e la pratica di chi, nel presente e per il futuro, lotta contro lo sfruttamento e per la piena libertà delle donne e degli uomini. Per superare le frammentazioni tra i soggetti che si battono per la trasformazione e il cambiamento, superando l’odioso conflitto generazionale nel quale ci vogliono rinchiudere, per superare così la dicotomia tra chi ha diritti e chi non li ha, tra chi ha un passato da ricordare e chi non ha un futuro da programmare. Nasciamo da queste esperienze, con un'idea complessiva di società da costruire attraverso percorsi partecipati e aperti. Il nostro programma ha vissuto e vive nelle lotte reali. Per abrogare la precarietà, mettendo al centro i contratti a tempo indeterminato e il salario minimo. Per aumentare le risorse destinate all'istruzione, tagliando le spese militari e le missioni di guerra. Per costruire un Paese fondato sulla ricerca e sullo sviluppo, abbattendo il lavoro nero. Per un sistema economico, sociale e culturale epurato da qualsiasi forma di criminalità organizzata. Per una società priva di ingerenze vaticane e religiose. Per tutto questo noi oggi, dopo due anni durante i quali abbiamo fatto crescere il progetto unitario nei territori prima ancora che al centro, siamo finalmente uniti: diamo vita ad Alternativa Ribelle (Ribalta), a partire dall'impegno dei Giovani comunisti e della Fgci, in forma di rete nazionale di nodi territoriali, fondata sui principi della democrazia sostanziale, in cui organizzare la nostra pluralità ed essere finalmente più uniti e quindi più forti.