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1.4.12

Omofobia, vecchia storia che si ripete!

Di seguito riproponiamo interamente il contributo di una ragazza che ci ha scritto in seguito alla denuncia di quanto avvenuto nel Liceo di Recanati (che trovate qui http://lgsmacerata.blogspot.it/2012/03/harvey-milk-uno-studente-militante-che.html) e che ringraziamo vivamente, nella convinzione che solo una mobilitazione diffusa può accelerare il riconoscimento dei diritti e delle identità...

Anni fa studiavo al Liceo Classico di Macerata, e insieme ad una mia amica organizzavamo durante la settimana culturale il gruppo "dibattiti". Un anno abbiamo voluto dedicare gli incontri alle realtà "controverse", al diverso. Per questo abbiamo invitato tra gli altri anche due rappresentanti dell'Arcigay, per parlare liberamente di omofobia e omosessualità e permettere agli studenti di avere un confronto di qualità. 
L'allora preside ci impose di accostare ai suddetti rappresentanti una controparte, e già questo mi fece rabbrividire. In più la controparte doveva essere un medico, come se l'omosessualità fosse una malattia o un disagio psicologico. Ovviamente il fatto fu grave e andò anche a finire sui giornali. 
Questo per dirvi che sono con voi in questa occasione, purtroppo le Marche sono ancora un feudo benpensante dello Stato Vaticano sotto molti punti di vista. Vi consiglio di protestare e di cercare il supporto dell'opinione pubblica come già state facendo. Non è possibile che l'omosessualità sia ancora considerata argomento off-limits, e il richiamo al turbamento degli studenti più giovani è evidentemente una scusa becera considerando che a 14/15 anni siamo tutti ben più che bambini piccoli. Il turbamento è esclusivamente di quegli adulti e di quegli insegnanti evidentemente omofobi che in cuor loro si dicono "meglio fascista che frocio!". Buona fortuna e continuate così,
Federica Nardi

25.3.12

Harvey Milk, uno studente militante, che non rimane a guardare!

RIPORTIAMO DI SEGUITO LA LETTERA CHE UN COLLETTIVO DI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO E LINGUISTICO G.LEOPARDI DI RECANATI HA SCRITTO PER PORTARE ALLA LUCE LA GRAVITA' DI FATTI SUCCESSI NELLA LORO SCUOLA: MINACCE, VIOLENZA VERBALE, NON RISPETTO DEL DIRITTO DI AUTORGANIZZAZIONE E AUTOGESTIONE DEGLI STUDENTI, NON GARANZIA DELLA LIBERTA' DI ESPRESSIONE.
SOSTENENDO LA CAUSA DI QUEGLI STUDENTI, CONVINTI CHE POSSA APRIRSI IN QUELLA SCUOLA UNA MOBILITAZIONE CHE RESTITUISCA AI LEGITTIMI PROPRIETARI I DIRITTI VIOLATI, INVITIAMO A PUBBLICARE, CONDIVIDERE SUI NETWORKS, SOTTOSCRIVERE QUESTA LETTERA CHE PRENDE LA FORMA DI APPELLO.
POTETE FARLO INVIANDO UNA MAIL ANCHE A NOI: lgsmacerata@gmail.com. RIPORTEREMO LE FIRME DI TUTT@ COLORO CHE SONO PRONTI A METTERCI LA FACCIA PER UNA CAUSA GIUSTA. PER GLI STUDENTI DI QUEL LICEO COME PER TUTT@: DEMOCRAZIA E DIRITTI!!!

"Le assemblee studentesche nella scuola secondaria superiore costituiscono occasione di partecipazione democratica per l'approfondimento dei problemi della scuola e della società in funzione della formazione culturale e civile degli studenti."(Decreto legislativo 297/94)Partecipazione democratica? Formazione? Parole troppe volte sentite ma mai messe in atto, nel liceo Giacomo Leopardi di Recanati.Sono uno studente indignato che, per paura di eventuali ritorsioni, si firmerà con lo pseudonimo di Harvey Milk. Mi chiedo come possano parole come democrazia e diritto d'assemblea sparire dal vocabolario della nostra scuola, il Luogo dove, l'amore per la civiltà e la cultura dovrebbe essere d'obbligo.Sono indignato perchè, nel mio liceo, non possiamo trattare liberamente argomenti a noi affini che ci coinvolgano e che ci permettano di crescere e maturare una nostra cultura critica.

Poco più di un mese fa, riunendo i rappresentanti di classe e quelli d'istituto (ovvero il comitato studentesco), abbiamo decretato, nell'autonomia che dovrebbe esserci permessa attraverso il comitato, che la prossima assemblea d'istituto avrebbe trattato il tema dell'omofobia, e avremmo visto il film "Milk" (la storia di un militante omosessuale statunitense, ucciso nel 1978; ecco perchè ho scelto questo pseudonimo). Ma,la nostra scelta democratica è stata soverchiata da una presa di posizione "nonnista" che ha calpestato completamente, o quasi, i nostri diritti di studenti: la professoressa incaricata di mediare i rapporti tra gli studenti e la preside ( è, questa, una carica legittima che preserva la nostra libertà di assemblea, o la soffoca semplicemente?), hanno deciso che quest'assemblea non si poteva fare. I motivi? Per la preside questa tematica risulterebbe troppo pesante agli studenti più piccoli, potrebbero rimanere scioccati da un film del genere; saremmo caduti nel banale, per loro; avremmo ridicolizzato un argomento tanto forte, per loro; ma noi abbiamo il diritto di scegliere democraticamente e autonomamente, per legge.

Ora, vorrei chiedere alla Signora Preside: siamo davvero sicuri che i motivi siano questi? Perchè, Signora Preside, non si può parlare di omofobia? Meglio censurare che informare, forse, per la nostra dirigente?Crede davvero che parlare di omofobia, ai giorni d'oggi, sia un argomento troppo forte per gli studenti più giovani di questa scuola? Io penso che questa risposta sia vaga, insoddisfacente e irrispettosa nei confronti della nostra intelligenza.

Nei giorni seguenti passa per le classi una circolare relativa all’assemblea: il tema e i giorni, imposti dalla dirigente, non rispecchiano il volere dei rappresentanti. Il comitato, nuovamente, si riunisce decidendo di contestare apertamente e pubblicamente, durante la sudetta assemblea, la decisione presa "dall'alto".Anche il nostro spirito di iniziativa volto ad opporci legittimamente a questa decisione inammissibile, è stato represso dai "piani alti" che, venuti a conoscenza delle nostre idee a riguardo, bloccando sul nascere qualsivoglia protesta,minacciano di prendere fantomatici provvedimenti disciplinari mirati.L'assemblea viene, di fatto, organizzata e gestita dal dirigente, nei giorni fissati, o, per meglio dire, imposti, in un clima di timore a paura che impedisce agli studenti la contestazione. Mi sorge un'altra domanda: chi rappresenta noi studenti? La Signora Preside, o i Rappresentanti d'istituto che abbiamo votato a inizio anno?

La tensione è tanta nella scuola, e, il giorno dopo, i muri sono tappezzati di volantini contro l'omofobia, espressione di un comune pensiero di protesta contro questa dirigenza scolastica che rasenta il totalitarismo più goffo e becero.Non ci spieghiamo cosa ci sia di sbagliato nel sensibilizzare ragazzi, giovani e giovanissimi, su una problematica così vicina a noi.Ma forse la questione prima è un' altra: possiamo, davvero, continuare a sopportare questo clima di intimidazione e repressione senza fiatare? Non dovrebbe il rapporto studenti- insegnanti essere di collaborazione e crescita? Dunque, perchè ci viene negato il diritto più elementare, quello di riunirci e parlare di ciò che a noi è caro, senza dover dover subire intimidazioni, per una semplice e sana contestazione? E' questa la Democrazia, la Libertà? 

Io pretendo di poter discutere, insieme ai miei compagni, di ciò che meglio ritengo opportuno, senza intermediazioni, senza filtri e senza censure, perchè tutto questo è un nostro diritto. Scegliere in autonomia i nostri rappresentanti e scegliere cosa siano e di cosa parlano le nostre assemblee è una questione che semplicemente non dovrebbe riguardare gli organi di dirigenza scolastica.Pretendo una scuola pubblica, dove poter esprimere le mie idee, sentirmi rappresentato da miei coetanei, e trovare spazi per l'autogestione e la crescita. Perchè la Scuola (quella con la s maiuscola) non è fatta solo di banchi e cattedre. Fare opposizione e intervenire come è stato fatto è oltre che una grave mancanza di rispetto e fiducia nei nostri confronti,è anche un negare tutto quello che i libri di storia ci hanno insegnato sul concetto di democrazia.

Vorrei che il lettore, soprattutto se studente, si soffermi sulla riflessione che propongo e denunci episodi analoghi, ove abbiano avuto luogo, perchè solo attraverso la denuncia potremo dar fine a questo scempio.Invito tutti a indignarsi insieme a me, perchè questo fatto non passi inosservato, come tanti altri.

Harvey Milk, uno studente militante, che non rimane a guardare

25.11.11

Roma 25 novembre 2011 - L'AUSTERITY E' VIOLENZA SUL CORPO DELLE DONNE

Oggi, 25 novembre, è la Giornata contro la violenza sulle donne. Noi siamo con loro.
Tratto da globalproject.info

Oggi 50 donne, studentesse, migranti, precarie hanno attraversato le strade del centro, rispondendo all'appello di Wall Street, #occupypatriarchy ed esponendo uno striscione: l'austerity e' violenza sul corpo delle donne. 
Oggi 25 novembre e' giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Un occasione per dire che anche le politiche di austerity che ci vogliono imporre sono una forma di violenza sui nostri corpi. 
Abbiamo attraversato le strade del lusso, per ribadire che la possibilità di scelta e all'autodeterminazione, messo in crisi dalla proposta di legge Tarzia sui consultori e dall'attacco alla 194, non sono un lusso, ma un diritto. 
Qui di seguito il volantino dell' iniziativa:

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Nel nostro paese e in tutto il mondo la violenza contro le donne è all’ordine del giorno: stupri, violenze domestiche, assassinii. Questa condizione è acuita dentro il contesto di crisi. Abbiamo deciso di aderire all’appello Occupypatriarchy, una chiamata che nasce all’interno dello spazio pubblico aperto negli ultimi mesi dal movimento Occupy Wall Street. WE ARE THE 99%, slogan delle mobilitazioni statunitensi, non sta a indicare uno spazio liscio ed omogeneo, ma al contrario trae la sua forza dalle differenti striature di colore, genere e condizione che lo fanno vivere.
Le donne con il loro lavoro suppliscono alla crisi economica e a quella politica. Un recente rapporto Istat mostra come il “nuovo sistema di Welfare” abbia a che vedere direttamente con il lavoro femminile non retribuito: come siano, cioè, le nonne a sostituire gli asili nido, le figlie a sostenere il peso dei genitori anziani, le madri ad occuparsi dei figli, e come, in altre parole, il taglio ai fondi per i servizi sociali significhi il trasferimento di compiti e fatica sulle donne.
La violenza sulle donne è frutto di un sistema fondato sulla sopraffazione maschile. In tempi di austerity la parità tra i sessi sembra diventare un di “bene di lusso”. Quando i governi propongono politiche di conciliazione vita-lavoro legittimano, di fatto, il principio per cui una donna deve svolgere più lavori contemporaneamente: precari e senza garanzie nel mercato del lavoro “ufficiale”, senza retribuzione e diritti nella sfera privata. Questa è violenza travestita da austerity!
La crisi attacca ogni possibilità di autodeterminazione, mettendo in discussione la libertà di scelta. Ed è proprio su questa che è stato sferrato l’attacco: l’intento della Proposta di Legge Tarzia è quello di cancellare l’esperienza dei consultori, intesi come strutture sanitarie laiche, adibite alla tutela della salute della donna. Mettendo direttamente in discussione la legge 194 sull’aborto, i consultori vengono proposti come centri per la tutela del concepito e della famiglia, togliendo di fatto qualsiasi centralità all’autonomia delle donne e consentendo l’accesso a figure non qualificate del mondo cattolico.
Il “caso Lazio” è in questo senso emblematico e si configura come laboratorio per legittimare lo smantellamento del Welfare su scala complessiva. Quello dei consultori è, tra gli altri, un terreno di conflitto sul quale bisogna insistere, soprattutto con il governo Monti, in odor di sacrestia, per difendere il diritto alla salute e all’autodeterminazione della donna.
Occupyamo spazi per reinventare la democrazia!  I nostri corpi non sono titoli di Stato!
LA VITA SIAMO NOI!
#OccupyPatriarchy Roma

24.5.11

Il manifesto politico di “Democracia Real YA!”

Eliminazione dei privilegi della classe politica:
Stretto controllo sull’assenteismo. Istituzioni di sanzioni specifiche per chi non onori le proprie funzioni pubbliche.
Eliminazione dei privilegi nel pagamento delle tasse, nel conteggio dei contributi lavorativi e nel calcolo degli anni per ottenere la pensione.

Equiparazione dello stipendio degli eletti al salario medio spagnolo con la sola aggiunta dei rimborsi indispensabili all’esercizio delle funzioni pubbliche.
Eliminazione dell’immunità associata all’incarico. I delitti di corruzione non prescrivono.
Pubblicazione obbligatoria del patrimonio di chiunque ricopra incarichi pubblici.
Riduzione degli incarichi “a chiamata diretta”.
Contro la disoccupazione:
Ridistribuzione del lavoro stimolando la riduzione della giornata lavorativa e la contrattazione fino ad abbattere la disoccupazione strutturale (sarebbe a dire raggiungere un tasso di disoccupazione inferiore al 5%)
In pensione ai 65 anni e nessun aumento dell’età pensionabile fino all’eliminazione della disoccupazione giovanile.
Vantaggi per le imprese con meno del 10% di contratti a tempo.
Sicurezza nel lavoro: divieto del licenziamento collettivi o per cause oggettive nelle grandi imprese che non siano in deficit, controlli fiscali alle grandi imprese per evitare il lavoro a tempo determinato quando invece potrebbero assumere a tempo indeterminato.
Reintroduzione dell’aiuto di 426 euro a persona/mese per i disoccupati storici.
Diritto alla casa:
Esproprio statale delle case costruite in forma massiva e che non siano state vendute: diventeranno case popolari.
Aiuti per l’affitto ai giovani e a chiunque si incontri in condizioni di bassa disponibilità economica.
Si permetta, in caso di impossibilità nel pagare l’ipoteca, la sola riconsegna della casa.
Servizi pubblici di qualità:
Eliminazione delle spese inutili delle amministrazioni pubbliche e creazione di un organo indipendente di controllo dei bilanci e delle spese.
Assunzione di tutto il personale sanitario in attesa di assunzione.
Assunzione del personale in attesa nel settore dell’educazione per garantire una giusta proporzione alunni/insegnanti, un adeguato numero di professori di supplenza e i professori di appoggio (ndr ai diversamente abili).
Riduzione delle tasse universitarie ed equiparazione dei prezzi dei master a quelli della normale carriera universitaria.
Finanziamento pubblico alla ricerca per garantirne l’indipendenza
Trasporto pubblico poco costoso, di qualità ed eco-sostenibile: reintroduzione dei treni che ora vengono eliminati per far spazio all’alta velocità ed quindi dei relativi prezzi originari.

Riduzione dei prezzi degli abbonamenti al trasporto pubblico, riduzione del traffico su gomma all’interno dei centri urbani, costruzione di piste ciclabili.
Servizi sociali locali:

applicazione definitiva della Ley de Dependencia (assistenza alle persone dipendenti, per malattia o vecchiaia), istituzioni delle reti di assistenza locali e municipali e dei servizi locali di mediazione e tutela.
Controllo delle banche:
Divieto di qualsiasi tipo di salvataggio o iniezione di capitale pubblico. Le banche in difficoltà dovranno fallire o essere nazionalizzate per tramutarsi in banche pubbliche sotto controllo sociale.
Aumento della tassazione alle banche in forma proporzionale alla spesa sociale provocata a conseguenza della cattiva gestione finanziaria.
Restituzione alle finanze pubbliche dei prestiti statali concessi nel tempo.
Le banche spagnole non possono investire nei paradisi fiscali.
Sanzioni nei casi di cattiva prassi bancaria e di speculazione.
Fisco:
Aumento delle detrazioni d’imposta sui grandi capitali e le entità bancarie.
Eliminazione del Sicav (società d’investimento a capitale variabile)
Reintroduzione della tassa sul patrimonio.
Controllo reale ed effettivo sulle frodi fiscali e sulla fuga di patrimoni verso i paradisi fiscali.
Proporre la “Tobin Tax” a livello internazionale.
Libertà civili e democrazia partecipativa:
No al controllo di Internet. Abolizione della legge Sinde (che disciplina diversi aspetti del diritto d’autore in Rete e del peer to peer)
Protezione della libertà d’informazione e del giornalismo d’investigazione.
Istituzione di referendum obbligatori e vincolanti per questioni di grande importanza e che modificano le condizioni generali di vita dei cittadini.
Istituzione di referendum obbligatori prima dell’introduzione e l’applicazione delle norme europee.
Modifica della legge elettorale per garantire un sistema veramente rappresentativo e proporzionale e che non discrimini nessunn partito
politico nè volontà popolare, una nuova legge elettorale che veda rappresentati anche i voti in bianco o quelli nulli.
Indipendenza del Potere Giudiziario: riforma del Ministero della Giustizia per garantirne l’indipendenza, il Potere Esecutivo non potrà
nominare membri del Tribunale Costituzionale o del Consiglio Generale del Potere Giuridico (il CSM italiano).
Presenza di meccanismi effettivi che garantiscano democrazia interna ai partiti politici.
Riduzione delle spese militari.

21.5.11

Inedito: testimonianza diretta dalla mobilitazione in Spagna

Riportiamo di seguito la testimonianza di uno dei giovani spagnoli che occupano le piazze delle maggiori città spagnole. Un racconto e un'analisi inedita che ci spiega cosa sta succedendo, cosa succederà, perché e in quali modi si sta protestando. Appena possibile la traduzione in italiano.


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Desde el domingo 15 de mayo, España está sumida en una de las mayores movilizaciones ciudadanas desde la Transición. Decenas de miles de personas han salido a la calle para reivindicar sus derechos democráticos y reclamar un reparto más justo de la riqueza en estos tiempos de crisis.

Protagonistas e historia
La plataforma ciudadana Democracia Real Ya (DRY) promovió manifestaciones en todas las capitales de provincia de España bajo el lema: Toma la calle. No somos mercancía en manos de políticos y banqueros. La convocatoria se difundió rápida y eficazmente entre los colectivos juveniles, especialmente a través de las redes sociales.
Decenas de asociaciones ciudadanas secundaron la convocatoria. Junto con DRY, una de las más activas ha sido la asociación No les votes, surgida como reacción frente a la llamada Ley Sinde, que restringe las posibilidades de descargar gratuitamente contenidos de Internet y establece un sistema de control de páginas web.
Cualquier asociación puede adherirse al movimiento bajo una condición: no debe guardar ningún tipo de filiación con cualquier sindicato o partido político. El movimiento no apoya explícitamente ninguna opción política; tampoco llama a la abstención, al voto nulo o al voto en blanco. Cada uno expresa libremente su opinión y su voto para la opción que desee.
En este momento los principales protagonistas son los jóvenes; sin embargo, en las concentraciones hay personas de todas las edades. La indignación y la esperanza de un cambio son los principales puntos de unión. Estudiantes, parados, trabajadores, pensionistas, pequeños empresarios; todos los grupos sociales están representados.

Las causas de la protesta
Desempleo
. Una tasa de paro del 20% y una cifra absoluta cercana a los 5 millones de personas buscando trabajo. La Administración sólo convoca 1 de cada 10 plazas de funcionario que quedan vacantes: reducción de puestos de trabajo estatales. Despidos masivos en grandes multinacionales incluso habiendo declarado beneficios millonarios. 1 millón de hogares en los que ninguno de sus miembros percibe ningún tipo de ingreso.

Déficit democrático
. Tenemos una de las leyes electorales más desproporcionales de Europa. Los sindicatos mayoritarios apenas representan a un 20% del total de trabajadores. Más de 50 políticos españoles imputados en casos de corrupción se presentan como candidatos a las elecciones municipales del 22 de mayo. Los máximos dirigentes judiciales son nombrados por los partidos políticos mayoritarios (PSOE-PP) y acostumbran a adoptar sus sentencias en función de la postura política del partido que les situó en el cargo.

Indignación ciudadana
. Rescates multimillonarios a bancos y entidades financieras. Conversión de las cajas de ahorros (con representantes políticos en sus consejos de administración) en bancos privados ordinarios. Evasión de impuestos, paraísos fiscales, SICAV (sociedades de inversión que se benefician de una importante reducción de impuestos). Reducción del salario de los funcionarios públicos. Recortes anunciados en infraestructuras, cooperación al desarrollo y, en algunas regiones, servicios públicos. Privatización de lo poco que queda de las empresas públicas estatales.

Formas de movilización
Manifestación inicial. El 15 de mayo se convocaron manifestaciones en todas las capitales de provincia de España: 50 ciudades. Tuvieron un éxito mucho mayor de lo esperado; al menos 20.000 personas se reunieron en Madrid y otras 10.000 en Barcelona. Decenas de miles en toda España. Esa misma noche, en vista del éxito de la convocatoria, grupos de manifestantes decidieron continuar la lucha acampando en lugares emblemáticos de Madrid y Barcelona.

Asambleas. Desde entonces, en las principales ciudades del país han sido convocadas nuevas acampadas. Todos los días se celebra una o más asambleas donde se toman decisiones sobre:
-Continuación de la movilización
-Organización de las acampadas
-Críticas al modelo social y político vigente
-Propuestas políticas concretas
El funcionamiento es perfectamente horizontal. Todo el mundo puede pedir la palabra y participar.

Concentraciones. Por las tardes a las 20h00 o las 21h00 se convocan concentraciones ciudadanas en los lugares de acampada. Es el momento de máxima afluencia de personas. Cada día desde el domingo ha aumentado el número de asistentes. En esas concentraciones, se lee el manifiesto, se anima a participar a los asistentes (si el número de personas lo permite) y se leen comunicados o poemas. Actualmente, se leen también las propuestas concretas que han ido planteándose en las asambleas.

Acampadas. Los campamentos están organizados por comisiones. Las más comunes son: comunicación, limpieza, organización, alimentación, seguridad. Los ciudadanos aportan todo lo que pueden. Es común que un asistente a cualquiera de los actos aporte comida, dinero, mantas, agua, material de limpieza, herramientas, medicinas…
Hay actividades de todo tipo: música, malabares, teatro, exposiciones de fotografía, paneles donde la gente cuelga sus escritos, talleres, proyección de películas y documentales, juegos, etc.

Comunicación. La mayor parte del trabajo de comunicación y organización es realizado a través de Facebook y Twitter. No hay ningún portavoz oficial: todo el mundo puede hablar en su nombre. Actualmente, en Madrid, se han organizado turnos de portavoces cada 4 horas para que en cada momento 5 personas expresen las principales conclusiones de las asambleas.
No se permite ningún tipo de símbolo político: insignias, banderas, manifiestos de partidos políticos, propaganda…

Propuestas

Reformas democráticas
-Reforma de la Ley Electoral para hacerla más proporcional
-Elección democrática del Jefe de Estado: República.
-Referéndums respecto a las grandes leyes del Estado que afecten directamente a la vida de las personas.
-Reforma de la Ley de Extranjería.
-Democracia participativa: consejos vecinales, asambleas de distrito, presupuestos participativos
-Supresión de las pensiones vitalicias a los políticos.
-Reducción de sueldo de los políticos.
-Prohibición de concurrir a unas elecciones estando imputado judicialmente en cualquier tipo de causa.
-Limitación del número de años que un político puede representar a una opción política.
-División de poderes: independencia del poder judicial respecto al poder ejecutivo.
-Estado laico: supresión de los privilegios a la Iglesia Católica
-Negativa a la participación del Estado en cualquier escenario de guerra.
-Recuperación de la Memoria Histórica. Condena del franquismo.

Reformas económicas
-Impuestos directos más progresivos.
-Lucha contra el fraude fiscal
-Impuestos a las empresas proporcionales a sus beneficios.
-Eliminación de las SICAV.
-Establecimiento de una tasa sobre todo movimiento financiero transnacional.
-Nacionalización de los bancos rescatados.
-Creación de una banca pública.
-Prohibición de los despidos masivos en caso de que la empresa supere cierto nivel de beneficios.
-Mejora del Salario Mínimo Interprofesional
-Lucha contra la precariedad en el trabajo: becas insuficientes, contratos abusivos.
-Recuperación por el Estado de las empresas públicas privatizadas.
-Reducción drástica del gasto militar.

Medio Ambiente
-Cierre de todas las centrales nucleares del país.
-Fomento del transporte público, transporte no motorizado.
-Promoción de la red de carriles-bici urbanos e interurbanos.
-Apuesta por un modelo de economía sostenible.



Situación actual y breve análisis personal
La composición de la protesta es muy heterogénea. Hay comunistas, ecologistas, trotskistas, socialistas, anarquistas, gente que jamás ha votado, personas que siempre han votado al PSOE, a IU o al PP… El movimiento es muy complejo. Un buen número de manifestantes se sitúan a la izquierda de cualquier fuerza política, incluso de Izquierda Unida. También critican a Izquierda Unida por haber pactado con el PSOE algunos de los recortes sociales y por haber permanecido tantos años en el parlamento sin oponerse seriamente a algunos de los abusos de los socialistas. En cualquier caso, la mayor parte de la protesta se dirige contra el PP y el PSOE.
El PP plantea las protestas como un intento de manipulación de la voluntad popular por parte de la izquierda. Acusa al PSOE de estar consintiendo desórdenes públicos. El PSOE pretende mostrar su solidaridad con el movimiento y expresa su apoyo a algunas de las reivindicaciones de los jóvenes. En general las declaraciones de los socialistas se perciben como hipócritas. También Izquierda Unida intenta reclamar como propios los logros y las propuestas de este movimiento. Hay poca autocrítica. No se están dando cuenta de que estas movilizaciones marcan un antes y un después. Ahora sabemos que somos muchos los que estamos descontentos con TODO el sistema, desde el primero hasta el último. Y las elecciones del domingo no van a cambiar nada.
Las propuestas planteadas son muy ambiciosas. La gran mayoría son irrealizables y algunas de las más radicales pueden ser incluso excesivas. Sin embargo, el movimiento persiste y es sorprendente la cantidad de personas que lo está apoyando. La dosis de idealismo que acompaña a estas manifestaciones es contagiosa. Es una revolución en positivo. Estamos trabajando para crear algo; no nos hemos detenido en la crítica. Presentamos soluciones y lo hacemos con buenos argumentos. No nos concederán todo, pero este movimiento no va a soportar irse con las manos vacías.

Perspectivas de futuro
Las elecciones municipales del 22 de mayo no van a suponer ningún cambio sustancial. Además, la mayoría de reivindicaciones afectan al ámbito estatal-nacional. Con total seguridad, continuaremos con las protestas las próximas semanas. Desde el 22 de mayo no se ha convocado ninguna gran manifestación. La Junta Electoral ha prohibido las concentraciones del próximo sábado, pero seguramente la gente acuda igualmente en masa. El sábado puede haber problemas con la policía; esto podría ser positivo para el movimiento porque ganaríamos la simpatía de muchos moderados.
Creo que pronto se convocarán manifestaciones en ciudades concretas para hacer una demostración de fuerza.
Personalmente creo que el movimiento continuará hasta las elecciones generales de 2012, cuando elegimos al nuevo gobierno. Hasta entonces habrá momentos mejores y momentos peores.


Inigo Urresti Gonzales - Gijon



Link Utili:
http://www.elpais.com/articulo/madrid/quiere/Sol/elpepiespmad/20110520elpmad_2/Tes
http://alterglobalizacion.wordpress.com/2011/03/07/democracia-real-ya-toma-la-calle-15-5-2011/
http://democraciarealya.es/?page_id=88

19.5.11

rEsistenze al lavoro: dentro il conflitto.

Domani c'è il secondo incontro promosso dal Laboratorio Giovanile Sociale: "rEsistenze al lavoro". Dopo aver parlato di democrazia con Gianni Ruocco e Massimo Rossi (link: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/04/iniziative-costruire-bene-comune.html), si affronta domani la questione del lavoro: il lavoro è il Tema che deve essere centrale nella politica e per la sinistra; nessuna analisi sociale né lotta per i diritti ha senso se non è inserita dentro una grande riflessione sul lavoro.


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"rEsistenze al lavoro"
Venerdì 20 MAGGIO
18:00 Circoscrizione Centro Storico - Via Costa, 10 [davanti al Pozzo]

Presentazione del libro
Ritorno di FIOM di Gabriele Polo

Ne discutono:
Gabriele Polo, direttore editoriale de il Manifesto
Stefano Casulli, Laboratorio Giovanile Sociale
Vincenzo Lavenia, docente UniMc
Luca Baldissara, direttore Centro Studi R 60
Intervengono anche Fiom-Cgil, FLC-Cgil, Movimento degli Studenti, Rete degli Studenti – Medi
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Se il 1980 segna l'inizio della crisi verticale del lavoro e l'inasprimento (diffusione, ramificazione, puntualizzazione) del suo conflitto con il capitale, la realtà odierna ci pone dinnanzi a tante resistenze diffuse che declinano le loro lotte attorno alla questione della precarietà e della formazione.

I movimenti studenteschi e universitari, le altrepratiche messe in campo nei territori, la mobilitazione metalmeccanica impongono di rimettere in discussione i temi della conflittualità sociale e lavorativa.
Lo facciamo partendo dal libro di Gabriele Polo, direttore editoriale del Manifesto, Ritorno di Fiom: un testo che attraverso il dialogo con gli ultimi 3 segretari della Fiom-CGIL, di-spiega l'evoluzione degli ultimi trent'anni riportando al centro la questione del conflitto capitale-lavoro. Far interloquire quest'analisi con le multiformi sofferenze e rEsistenze del nostro territorio sarà compito degli altri importanti relatori del pomeriggio.


La costruzione di un'alternativa radicata e radicale, in grado di comprendere e anticipare i processi, passa per appuntamenti come quello di domani, cui non penso che la cittadinanza che lavora per e pratica il cmabiamento possa mancare.



Stefano

12.5.11

Macerata rEsistente

Oggi giornata di grandi mobilitazioni a Macerata: come Laboratorio Giovanile Sociale abbiamo organizzato l'assemblea d'istituto sulla Palestina all'ITAS, mentre i movimenti studenteschi hanno manifestato contro la presenza del ministro Gelmini nella città, dove clandestinamente e segretamente ha fatto un incontro con il Pdl, Capponi, il Comune (sigh!) ed il rettore (ancora sigh!). Il Movimento degli Studenti ha organizzato un presidio sotto Palazzo Buonaccorsi (dove si svolgeva l'incontro) cui ha preso parte anche Officina Universitaria per un totale di circa 150 persone: cori contro il ministro, che richiamavano alcuni elementi della sua riforma (ulteriore apertura dei CdA ai privati, tagli al Diritto allo Studio e al Fondo Ordinario dell'Università) e incitavano all'idea di un sapere e un percorso formativo diverso, qualificato e qualificante.


Nei prossimi giorni pubblicheremo ulteriori contributi, felici di vedere che quanto si sta seminando all'Università, nelle scuole superiori, nella cittadinanza tutta stia dando i suoi frutti...

16.2.11

Il segreto delle donne

di Norma Rangeri, direttrice del Manifesto

Ci sono momenti in cui è necessario farsi vedere anche dai ciechi. Così eccole le donne date per disperse, eccole nelle piazze stracolme, con molti uomini, nessun moralismo contro le prostitute di Arcore, senza bandiere di partito, contro Berlusconi, obiettivo numero uno ma, a seguire, contro molti altri democratici esemplari del suo sesso. L'impetuosa marea è stata, altro fatto inedito, alimentata da una discussione larga che l'ha rafforzata. Le donne sono fatte così: discutono ma curano le radici, affilano la critica ma costruiscono relazioni e quando è il momento di dare una scossa scatenano il terremoto.La forza dei numeri e la ricchezza dei contenuti hanno prodotto un evento politico che può stupire solo chi non ha mai capito molto del femminismo italiano. Le donne in piazza hanno mostrato che le trovi là dove sono sempre state, nella società e nella cultura, dentro e fuori la famiglia, dentro e soprattutto fuori i partiti. Una lezione a questa classe dirigente (dalla politica all'informazione) che reagisce solo davanti alle piazze piene. Era stupefacente, nel day-after, scoprire gli autorevoli giornaloni nazionali "aprire", per una volta nella loro centenaria storia, con le ragioni del paese anziché con le convulsioni del palazzo. Anche se poi lo stile, di commenti e cronache, non riusciva proprio a evitare il "colore", l'ironico ammiccamento a quella sconosciuta dell'università Virginia Wolf (fondatrice di uno dei centri più importanti della storia del femminismo italiano) salita sul palco.Non avremmo avuto la folla straripante del 13 febbraio senza la sedimentazione di una cultura politica forte e sempre attiva, nella riflessione come nella quotidiana esperienza di vita. Non avremmo avuto discorsi e domande dove sempre si recitano comizi e slogan. Dal palco arrivano le parole di tutte le altre. Parlano del corpo di Ruby come dell'economia che ci sgoverna, delle responsabilità della sinistra, del potere maschile. L'attrice, la studentessa, la poetessa, la suora raccontano le esperienze dolorose delle persone.Berlusconi accusa le manifestanti di essere "faziose", perché le vere donne possono solo amarlo. I berlusconiani in mutande alimentano questo surreale delirio, le ministre cooptate dal sultano balbettano di piazze «radical-chic». Radicali di sicuro e chic non è un peccato, né un reato. Bersani invece applaude alla grande prova di democrazia, spera che «sia colta la voce arrivata dalla piazza». Sarebbe ora perché la campana suona anche per lui.Le donne hanno un paese caricato sulle proprie spalle (anche prima dell'era berlusconiana), sanno che di questi partiti non possono fidarsi, forse hanno delegato troppo a una rappresentanza sempre più asfittica e povera, chiedono un'opposizione all'altezza del disastro in cui siamo. Sono consapevoli della necessità di far fronte tanto alle macerie del berlusconismo quanto alle sconfitte della sinistra. Le manifestazioni segnalano la presenza di un soggetto che spinge per cambiare l'agenda politica. Naturalmente mandando a casa Berlusconi, ma non solo lui.

14.2.11

Vorrei cambiare la società

Vorrei chiedere a chi non fa niente e parla di rivoluzione come vuole cambiare la società...
Vorrei chiedere a un egiziano come si cambia, la società...
Vorrei chiedere a chi fa politica nell'Università, se pensa davvero di cambiare la società...
Vorrei chiedere a chi fa politica nei movimenti e nelle associazioni, come pensa di cambiare la società, se con la rivoluzione, l'amministrazione o cos'altro...
Vorrei tanto chiedere a chi è iscritto ad un partito, alla giovanile di un partito, come pensa di cambiare la società...
Vorrei chiedere a chi lavora nel sociale, come pensa di cambiare la società...
Vorrei interrogare i figli dei politicanti, per capire se vogliono o no cambiare la società...
Vorrei chiedere ai giovani consiglieri se pensano ancora di cambiare la società, e se sì, come...
Vorrei chiedere a chi sta leggendo come pensa di cambiare la società...
Vorrei domandare a chi vede cultura, politica e violenza nell'educazione, se pensa di cambiare la società...
Vorrei chiedere ai giovani giornalisti, se scrivono per cambiare la società e come...
Vorrei chiedere ad un bambino come si cambia la società...
Vorrei chiedere a chi fa qualunque genere di iniziativa, come pensa, con essa, di cambiare la società...
Vorrei chiedere a chi è ancor più giovane di me, se già pensa di cambiare la società...
Vorrei domandare, a chi vuole intrecciare i percorsi, come si tesse una tela per cambiare la società...
Vorrei chiedere a una donna, come vorrebbe cambiare la società...
Vorrei incontrare nuovi clandestini, omosessuali, diversabili, barboni, rom, per chiedere quanto va cambiata, la società...
Vorrei chiedere a chi studia il cambiamento, come pensa, studiando, di cambiare la società...
Vorrei chiedere a chi pensa, come me, che vada modificato l'immaginario, le condizioni materiali, l'organizzazione e l'associazione, la democrazia e le forme di partecipazione, la redistribuzione della ricchezza e le condizioni di lavoro, la divisione del lavoro e il rapporto con l'ambiente, la vita e la politica, i rapporti umani animali e naturali, come pensa di farlo...
Vorrei capire cosa significa praticare il comune, senza pestarsi i piedi ed entrare in competizione...
Vorrei chiedere, a chi soffre della violenza, della concorrenza, dell'esclusione sua o di altri, del silenzio di chi perde, del dolore degli ultimi e di quello dei penultimi, come possiamo fare per cambiare tutto questo...
Vorrei proprio capire come si possa, qui, a Macerata, mettere insieme tutti questi...
Metterci insieme tutti noi...

Altrimenti, stiamo ancora parlando solo a noi stessi.

7.2.11

Donne che si ribellano

Donne che si ribellano

Esistono anche altre donne....ne eravamo convinte e ne abbiamo avuto la conferma.
Sabato pomeriggio l'iniziativa nata per iniziare un percorso di sensibilizzazione e discussione in merito alla questione di genere e alle tematiche che contribuiscono a costruire e utilizzare la figura femminile in questo Paese, è stata decisamente positiva. Non solo la partecipazione attiva delle donne e degli uomini, anche non vicini al Laboratorio fino a questo momento, ma la disponibilità della gente cui abbiamo chiesto di leggere il nostro volantino hanno evidenziato che anche a Macerata è possibile avviare uno spazio altro di azione e riflessione dal basso ma che punta a volare alto. Insieme a questi atteggiamenti abbiamo registrato dei simpatici episodi che simboleggiano quanto ci sia bisogno di riaprire la questione femminile stando attenti alle sfumature. In quasi tutte le coppie che abbiamo fermato per distribuire il volantino, abbiamo notato che, pur rivolgendoci direttamente alla donna, era quasi sempre l'uomo ad allungare istintivamente la mano per vedere di cosa si trattasse ed ere sempre lui a rimanere di sasso quando gli veniva detto esplicitamente e con ironia "no guarda, è proprio per lei"... Al contempo la donna si stupiva letteralmente che stessimo cercando proprio lei e che quel volantino fosse specificatamente per lei. Soddisfatte e divertite la maggior parte di esse non esitava a leggerlo.
Piccoli episodi e dettagli di un pomeriggio passato ad incontrare donne e a tentare di aprire la strada al dibattito, alla presa di coscienza di dinamiche, parole, eventi, ai quali ci siamo talmente assuefatte/i, da non riuscire a cogliere l'importanza e la gravità di alcune cose. Con questa piccola iniziativa, la prima di un percorso che sta nascendo, vi invitiamo a partecipare alla manifestazione del 13, di cui alleghiamo il link e vi segnaliamo le proposte di lettura che trovate su questo sito proprio in merito alla questione di genere.
http://www.facebook.com/event.php?eid=190717270956132
mobilitazione. donne.macerata@gmail.com

3.2.11

Donne che si ribellano - Mobilitazione a Macerata

"L'Italia non è un paese per donne"...è questa una delle frasi che si sente dire più spesso in questi giorni con amarezza non troppo velata...Il problema non è solo la condotta disdicevole del premier, uno show triste e decadente in cui si ostentano virilità e presunta onnipotenza, ma la figura della donna che questo paese ha costruito. Lo specchio di una società mafiosa e machista, che non esita a ledere la dignità dell’essere umano. Molti sono passati sotto questo malsano trattamento: i lavoratori, i disabili, i giovani precari, i giovani universitari. E le donne.Ma questo continuo mancare di rispetto alla figura femminile è ormai cosi abituale che non ci scandalizza più un premier che sceglie le proprie amanti dal suo catalogo personale.Quali sarebbero i principi di libertà e uguaglianza in un paese che si dichiara democratico, se la è donna ridotta a merce di scambio, umiliata anche quando tenta di riappropriarsi di tali diritti? Il nostro vuole essere un NO, un cambio di rotta, a questa regata senza precedenti che il nostro Paese sta intraprendendo a sfavore delle donne, minando la loro dignità di esseri umani.Non possiamo accettare oltre, non siamo donne a disposizione del potente di turno.Esistono anche altre donne, ne siamo fermamente convinte.
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Per questo motivo il Laboratorio Giovanile Sociale invita tutte le donne che sono contro queste logiche perverse a ritrovarsi SABATO 5 FEBBRAIO alle ore 18.00 ai CANCELLI in CORSO GARIBALDI per manifestare attraverso un volantinaggio il nostro sdegno e avviare in città un percorso collettivo che sappia modificare alla base i rapporti sociali e di genere.

Laboratorio Giovanile Sociale

23.12.10

Grazie.


Ieri c'è stata la cena sociale che il Laboratorio ha organizzato all'Arci, con l'intento di raccontarCi e salutarci: 50 persone, quasi tutte presenti fin dalla cena, che hanno contribuito, collaborato, ascoltato, che si sono interessati al Laboratorio Giovanile Sociale in questi mesi.
E' nato il sindacato nelle scuole superiori, la Rete degli Studenti - Medi, che coinvolge la maggioranza dei rappresentanti d'istituto delle scuole superiori della città; le esperienze universitari, con Officina Universitaria e in particolar modo con il Movimento degli Studenti che si è mobilitato contro il Ddl 1905; gli operai della Fiom; e poi tanta gente che ha letto il blog, che si è interessata, che ha dato idee, che voleva stare in compagnia.

Il Laboratorio ringrazia tutti, anche perché oggi come mai c'è la consapevolezza che si sta lavorando nella direzione giusta: mettere in comune le esperienze, lavorare assieme, impegnarsi sempre per un progetto collettivo e mai personale, mettere in moto processi che propongono un cambiamento dei rapporti di forza e potere, di dominio, di relazione.

2.10.10

Loro demoliscono la scuola, noi la ricostruiamo!

Loro demoliscono la scuola
noi la ricostruiamo

Con il Ddl Gelmini e la Manovra Finanziaria di quest'anno prosegue lo smantellamento della scuola pubblica iniziato con la legge 133/08 e la legge 1/09:

● taglio di fondi e personale scolastico per le scuole pubbliche;
● meno docenti per più studenti = classi più affollate, NO corsi di recupero e potenziamento;
● 0 fondi per le strutture scolastiche;

Noi vogliamo una scuola diversa:

● che valorizza le nostre classi, le nostre vite, i nostri saperi;
● che punta su una didattica differenziata e di qualità;
● che investe sulla sicurezza delle strutture scolastiche;

Per salvare la scuola pubblica, è convocata per
martedi 5 OTTOBRE presso la Facoltà di Filosofia, in C.so Garibaldi
un'assemblea generale degli studenti delle superiori per spiegare la riforma Gelmini.

8 OTTOBRE
una giornata di mobilitazione di tutte le scuole cittadine: SCIOPERO + MANIFESTAZIONE

Aderiscono: Liceo Scientifico, Liceo Classico, Istituto d'Arte, I.T.C., I.T.A.S., Pannaggi