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23.12.10

Grazie.


Ieri c'è stata la cena sociale che il Laboratorio ha organizzato all'Arci, con l'intento di raccontarCi e salutarci: 50 persone, quasi tutte presenti fin dalla cena, che hanno contribuito, collaborato, ascoltato, che si sono interessati al Laboratorio Giovanile Sociale in questi mesi.
E' nato il sindacato nelle scuole superiori, la Rete degli Studenti - Medi, che coinvolge la maggioranza dei rappresentanti d'istituto delle scuole superiori della città; le esperienze universitari, con Officina Universitaria e in particolar modo con il Movimento degli Studenti che si è mobilitato contro il Ddl 1905; gli operai della Fiom; e poi tanta gente che ha letto il blog, che si è interessata, che ha dato idee, che voleva stare in compagnia.

Il Laboratorio ringrazia tutti, anche perché oggi come mai c'è la consapevolezza che si sta lavorando nella direzione giusta: mettere in comune le esperienze, lavorare assieme, impegnarsi sempre per un progetto collettivo e mai personale, mettere in moto processi che propongono un cambiamento dei rapporti di forza e potere, di dominio, di relazione.

17.9.10

Sul Laboratorio: qualche 'perché' e molti 'come'...

Il punto di partenza del Laboratorio Giovanile Sociale è stato un NO: la presa d'atto dell'incapacità dei partiti, nelle loro proposte, forme e pratiche, di essere punto d'incontro di soggettività e persone nonché punto di snodo di idee politiche condivise. Il riconoscimento di questa lacuna, forse storica o forse contingente, ci spinge a chiederci come sia possibile una Politica che sia Polis, luogo di comunione e comunità, non semplice amministrazione dell'urbs ma vero centro di costruzione di una civitas. Il nostro NO alla politica dei partiti di oggi, ripiegati su rendite di posizione e ancor di più fondati sul monopolio gerarchico nella proposta e nella gestione dell'apparato, non si limita al rifiuto di queste pratiche infelici, ma è figlio di una profonda considerazione: non c'è politica senza partecipazione. La politica, in special modo in una città di piccole dimensioni e grandi potenzialità come Macerata, non può non essere partecipazione e condivisione di luoghi, ricerca collettiva di parole e proposte adatte alle esigenze nostre e della cittadinanza tutta. Il NO ai partiti è un grande NO alla politica della delega, della rappresentanza, delle oligarchie, degli pseudo-tecnici che decidono in piccole riunioni come lavorare per la città.
Ecco perché il Laboratorio si configura come un luogo nuovo, in divenire e da costruire: provare a mettere assieme realtà, pratiche collettive, lavorando su temi specifici e provando ad ascoltare direttamente la voce della gente, partendo dai giovani. Partendo da noi, da ciò che siamo, dalle nostre ansie e paure, ma anche dalla volontà e dai sogni che la Politica deve saper declinare.
Questo percorso, che non risponde alle logiche elettorali di ricerca del consenso, vuole viceversa edificare una casa comune, che fa della partecipazione il suo baluardo, della messa a disposizione dei saperi, della capacità, delle creatività un momento di scambio e arricchimento.

Uno spazio, per certi versi, privo d'identità... de-identitarizzato... Sempre dentro un orizzonte culturale e politico di riferimento, ritengo sia il momento di mettersi in gioco e interrogarsi, porre sul tavolo alcune domande e cercarne risposte.

Solo in questa cornice possiamo inserire i percorsi di ricerca dei prossimi mesi:
-ri-politicizzare le scuole: stimolare forme di aggregazione (politica, culturale, sportiva) in uno spazio sempre più ridimensionato, depotenziato, culturalmente degradato a momento di passaggio (agli occhi dello studente), di controllo (a quelli del professore) e pseudo-costruzione di capitale umano (per i ministri);
-tavole rotonde sul lavoro: da situare anche fisicamente nei luoghi del conflitto (fabbriche, call center, università), vogliono porre in questione il lavoro, nella convinzione che prima che tema cruciale della politica è momento essenziale della vita, luogo di un confronto aspro sulla pelle delle persone il cui valore sembra scomparire definitivamente dinnanzi a casi come quelli di Pomigliano e Melfi;
-incontri sulla questione palestinese: partendo dall'esperienza di alcuni di noi, nonché dalla testimonianza di chi lavora, studia e coopera in Medioriente, provare ad interrogarci su un conflitto paradigma delle oppressioni globali; insomma, non rinunciare a mettere la testa fuori da Macerata e dall'Italia;
-la Scuola della Politica: un momento di formazione su alcune tematiche specifiche (la partecipazione, il lavoro, le nuove frontiere dei diritti) con esperti, studiosi e praticanti della Differenza, nella convinzione che training di auto-formazione permettano di mettere in comune esperienze, fare ricerca condivisa, stimolare proposte e domande, favorire la messa in rete.

Questi sono solo alcuni dei tracciati che possiamo percorrere assieme, con l'obiettivo di costruire una coscienza critica basata sull'informazione, la ricerca e condivisione continua, le buone pratiche sul territorio.
Crediamo che soltanto questo genere di lavoro possa rispondere alla crisi politico-culturale che investe la nostra città come tutto il Paese. L'inadeguatezza attuale di rappresentanti che si reputano classe dirigente non fa scomparire la cruciale questione della rappresentanza e del momento elettorale; tuttavia la nostra convinzione è che solo un lavoro sul territorio che riorganizza lo stare assieme e la collaborazione, risponde ai problemi attraverso micro-pratiche anche quotidiane, possa generare quel mutamento di humus di cui il Paese tutto avrebbe bisogno.

14.7.10

Carta di intenti

Il Laboratorio è un luogo di sperimentazione politica giovanile che opera nella realtà maceratese.

Principi.
Si rivolge alla generazione cresciuta nell'era della precarietà, della società dello spettacolo, dell'individualismo e della competitività fine a se stessa.
Opera per recuperare e dar spazio ad aspetti ritenuti fondanti la vita sociale, messi a rischio dalle politiche dell’ultimo ventennio, al fine di ricostruire una coscienza alternativa e condivisa che parta da un orizzonte comune:
  • la radicale messa in discussione del modello economico - sociale occidentale, incentrato sullo sfruttamento dell'Uomo e della Natura, l'appropriazione indebita dei saperi e delle conoscenze, la messa a regime di mercato di ogni aspetto dell'esistenza;
  • la laicità, il pluralismo e l'informazione libera come cardini della vita comunitaria, nel rispetto delle diversità nei costumi e nelle idee;
  • il lavoro, visto non come merce di scambio, bensì come momento di realizzazione delle proprie capacità personali: libertà;
  • la centralità dei principi costituzionali di eguaglianza, giustizia sociale, antifascismo, antirazzismo e pacifismo;
  • la difesa e valorizzazione dei beni comuni: l'aria, l'acqua, il territorio, ma anche i saperi, i centri di aggregazione, gli spazi pubblici e la creatività come risorsa comune e mezzo di espressione dell'individuo;
  • la necessità di creare un rapporto proficuo tra politica e territorio, stimolando il lavoro in rete con le altre associazioni cittadine;
  • la presa di coscienza dei propri diritti di persona (umani, sociali e di cittadinanza);
  • l'incentivazione di processi che mirino all’uscita dall’isolamento sociale, allo stesso tempo causa e conseguenza della frammentazione, che non favorisce processi aggregativi e di iniziativa diffusi;
  • la ripoliticizzazione della vita, attraverso la conciliazione di analisi teoriche e micro - pratiche capaci di recuperare e valorizzare spazi "politici" per i giovani in città.



Pratiche e mezzi.
  • Lgs si propone come modalità operativa, di non agire "sul" territorio, ma si caratterizza per un lavoro diretto "per" e "con" il territorio stesso, incentivando pratiche di partecipazione diretta. Il confronto e il dialogo sono alla base. Sarà pratica attiva e costante, aprire spazi di confronto all'interno delle assemblee, sia sulle questioni locali che nazionali e internazionali.
  • Il Laboratorio tenta di rilanciare pratiche di recupero della partecipazione attiva, che vedano la persona protagonista. Opera per essere una piattaforma politica che, tesa a diminuire il divario politica-cittadinanza attiva, supporta e favorisce tutte le iniziative di altri singoli o gruppi chi si rifanno ai principi e i valori contenuti nella presente carta di intenti.
  • Il Laboratorio non aderisce in quanto tale a partiti politici organizzati, e si configura come una realtà trasversale alle forze politiche esistenti. Tuttavia, non pone vincoli d'appartenenza partitica ai propri membri.
  • Lgs ripensa le pratiche democratiche alla luce di un nuovo nesso decisione - partecipazione - responsabilità. Le decisioni devono essere condivise e partecipate in assemblea, ma non esisterà diritto di veto né impedimento alcuno nel fare iniziative, purché coerenti coi principi della Carta d'Intenti. Qualora emergessero incompatibilità gravi nelle modalità o nei contenuti delle proposte di singoli o gruppi, si procederà con la discussione e la valutazione delle stesse, fino alla votazione in assemblea.
  • È centrale l'impegno personale del promotore nel portare avanti le iniziative proposte, favorendo così anche una gerarchia delle responsabilità, mai dei meriti, facilitando la distribuzione dei compiti, secondo le competenze e le possibilità di ciascuno. Ad ogni modo tutti i membri si impegnano a supportare e collaborare attivamente al fine della riuscita dell'attività proposta.
  • Il Laboratorio si impegna ad esaltare la forma assembleare. Ad ogni modo, al fine di rendere agevoli e snelli gli aspetti formali e burocratici, esso si dota di un coordinamento deciso in assemblea ogni sei mesi, con l’obiettivo di coinvolgere ciclicamente tutti i membri del laboratorio. Tale modalità vuole favorire non solo la partecipazione di tutti a più livelli di azione, ma rendere consapevoli gli stessi degli aspetti formali, favorendo trasparenza e chiarezza delle pratiche e incentivando la responsabilità diffusa. Il coordinamento ha il compito di: convocare le assemblee, fare l'ordine del giorno ed il riassunto delle assemblee, gestire la mailing list e la casella di posta elettronica, fungere da punto di raccordo per la varie attività, favorendo la comunicazione e l’organizzazione intergruppo, redigere comunicati stampa, vari ed eventuali.