Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eventi. Mostra tutti i post

14.5.12

Bertinotti a Macerata: diritti dei lavoratori e forme della politica.



Non c'è più tempo. 
Le controriforme del Governo Monti stanno radicalmente cambiando il volto del Paese, sfigurato dall'innalzamento dell'età pensionabile (con annesso "danno collaterale" degli esodati), dall'introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione (modifica dell'art. 81 che impedisce qualsiasi uscita "keynesiana" dalla crisi), dalla conferma delle controriforme Gelmini su Scuola e Università. La controriforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali, disposta dal ministro Elsa Fornero e giunta il 10 maggio in Parlamento, rappresenta dentro questo quadro un punto di non ritorno ed allo stesso tempo il paradigma dell'attuale illegittimo Governo.
Non c'è più tempo. Ed è necessario rispondere ai dettami governativi e della troika europea (cui FullMonty fa riferimento) con tutte le modalità possibili di mobilitazione: informativa e culturale, ma anche fisica e materiale, scendendo nelle piazze ed occupando i luoghi nostri e del nostro popolo.

Dentro questo percorso di mobilitazione in progress si inserisce, come punto di snodo e rilancio di una lettura altra della realtà, il duplice appuntamento con Fausto Bertinotti di GIOVEDI 17 MAGGIO.
Un duplice appuntamento, all'Università e nella città, per affrontare due punti centrali dentro il percorso di cambiamento che stiamo determinando e vogliamo determinare. Lo sviluppo dei diritti dei lavoratori dalla Costituzione ad oggi, dentro il doppio vettore dell'ampliamento della democrazia sostanziale e la misura del conflitto di classe; e, nel pomeriggio, una discussione aperta e polifonica sulle forme della politica e del cambiamento, sulle potenzialità di trasformazione di strutture obsolete e vuote come i partiti, incapaci di recepire la vitalità e centralità contenutistica dei movimenti territoriali e globali.
Non c'è più tempo. Il coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali sta ad indicare l'esigenza di un intervento sull'interezza del campo politico e sociale, una volontà di dialogo nella costruzione di un fronte compatto in grado di opporsi e rilanciare il conflitto nella direzione dell'estensione dei diritti, mantenendo la centralità del lavoro come tema focale di ogni progetto di riforma.

Noi ci siamo, come ci saremo il 18 maggio, quando sempre agli Antichi Forni Luigi Cavallaro presenterà il suo ultimo lavoro sull'art.18; iniziativa con la quale lanceremo una vera e propria assemblea di mobilitazione per fermare la controriforma Fornero.
Insieme si può, diceva qualcuno. Ed un altro mondo, oggi, è davvero possibile e necessario.


12.3.12

No Tav e grandi opere: iniziativa a Grottammare.

Ci troviamo in una fase di estrema difficoltà nell'iniziativa politica, perché alle tante vertenze e buone pratiche che mettiamo in campo (nelle scuole, all'Università, a sostegno del Manifesto, nella collaborazione con le vive realtà del territorio) si contrappone una difficoltà enorme nell'articolare un discorso fortemente alternativo ad un Governo, come quello di Monti, assolutamente illegittimo, non democratico, rappresentativo dei poteri economici e finanziari che hanno determinato la crisi che ognuno di noi vive sulla propria pelle.
L'iniziativa qui proposta rappresenta un momento di nuova composizione (come le sigle che la promuovono dimostra) delle vertenze e soggettività critiche: il risalto dato alla mobilitazione NO Tav in queste settimane può essere individuato come elemento generalizzato di critica ad un sistema economico e politico che si fonda sull'ingiustizia sociale, lo stato d'eccezione permanente, la sospensione delle regole democratiche e informative?
Ringraziando Democrazia Km 0 (Olimpia e Mary su tutt@) per il coinvolgimento, invitiamo coloro che ci seguono ed hanno incrociato il nostro percorso negli ultimi mesi a partecipare all'incontro di Grottammare, una tappa fondamentale nella tessitura di quella rete dei beni comuni che magmaticamente viene a produrre (simmetricamente a quanto detto prima) una società equa, democratica, propriamente fondata sul comune.


No Tav e grandi Opere

SABATO 17 MARZO

ore 17:30 presso la Sala Kursaal, Grottammare (AP), 

DemocraziaKmZero,  Luoghi Comuni, Forum AcquaBeneComune, 
Beni Comuni Monteprandone, LGS Macerata

 organizzano un incontro con

Ivan Cicconi (ingegnere esperto di infrastrutture ed appalti pubblici)
Claudio Giorno (valsusino aderente al movimento No Tav)
Sandra Amurri (giornalista de Il Fatto Quotidiano)

per discutere di grandi opere, democrazia ed informazione alla luce di quanto sta avvenenendo in Val di Susa.

30.1.12

"Un altro mondo è possibile?": il nostro cineforum indignato all'ITAS

In questi anni il lavoro nelle scuole superiori ha generato tanti buoni frutti e una diffusa consapevolezza dei problemi della/nella scuola. Alle mobilitazioni si è sempre cercato di affiancare un lavoro assembleare di informazione, orizzontale e democratico ai massimi livelli.
Da oggi LGS porta avanti un cineforum alla settimana culturale dell'ITAS intitolato: "Un altro mondo è possibile?"... Con le decine di ragazze e ragazzi che sicuramente parteciperanno vogliamo aprire un canale di discussione, di condivisione di esperienza (la visione di un film) e comune individuazione di alcune tematiche centrali, che vertono innanzitutto sul disagio sociale e la marginalità.
La questione dell'autoritarismo a scuola come a casa, il futuro "meticcio" di una società che si vuole comunque razzista, escludente, con nemmeno troppo velate forme di neofascismo; e poi il tema della religione e della laicità. Quando io e Gabriele ideato questo cineforum ci siamo mmaginati un viaggio nei luoghi dell'esternalità, del fuori, nelle periferie; nei luoghi dove si genera esclusione, si producono forme di controllo e dove tuttavia (è il caso di Tutti per uno) si producono sempre nuove resistenze e pratiche liberatorie: da qui, il desiderio di rompere le dicotomie violente centro/periferia, dentro/fuori per far risaltare la potenza della soggettività subalterna e allo stesso tempo far immaginare una pratica della vita in comune che sappia appunto riconoscere le differenze e combattere le discriminazioni, le diseguaglianze, le poliedriche forme di dominio e controllo: da qui, la domanda sull' Altro mondo possibile.
Non avendo la pretesa di esaurire le tematiche che possono interessare una generazione comunque segnata dall'iperinformazione e dall'abbondanza di stimoli contraddittori e per questo sovente ininfluenti, ci siamo posti l'obiettivo di mettere a fuoco alcuni nodi del potere nella nostra società, incentivando tuttavia un ascolto partecipato ed una rielaborazione attiva del materiale di cui fruire.

Ipotizziamo, tuttavia, che questa positiva esperienza politica e culturale che è la visione collettiva di film a tema, possa continuare in seguito nelle forme che l'insieme di coloro che vorranno partecipare si darà.

Ringraziando Ludovica, compagna di lungo corso e rappresentante d'istituto dell'ITAS, ci auguriamo che esperienze come questa possano sempre più fiorire negli istituti della nostra città, in quanto determinano una riappropriazione democratica degli spazi scolastici e danno vita a forme nuove e futuribili di autoformazione collettiva.


Stefano Casulli

1.11.11

MCittà in transizione

La pratica dell'alternativa, o pratica della vita in comune, rappresenta un modo di fare politica che vede nei momenti di mobilitazione un passaggio cruciale nella formazione, ricomposizione e soggettivazione delle comunità rEsistenti (così è stato anche il momento del 15 ottobre). D'altro canto, i momenti culturalmente e politicamente formativi servono per ricostruire una narrazione che sappia riprendere il filo dello sviluppo storico e aumentare le potenzialità di emersione di quel comune politico e sociale che una società equa e democratica deve essere in grado di gestire: l'intervento di Agnoletto, come l'autoformazione sui beni comuni, ne sono un esempio. 
A Macerata, questi percorsi si intrecciano in maniera più ampia nella Rete dei Beni Comuni, un'esperienza umana e politica che mira a praticare l'alternativa ripartendo dai conflitti e dalle soluzioni collettive: la difesa del lavoro e delle risorse del territorio, ma anche il recupero dello spazio pubblico e la trasformazione in direzione ecologica e collettiva dei processi produttivi e di consumo ne sono le coordinate.
Segnalo, di seguito, l'articolo scritto su www.democraziakmzero.org riguardo l'iniziativa del Laboratorio della decrescita cui abbiamo collaborato. 
Mi limito a segnalare che DOMENICA 13 NOVEMBRE, all'interno dello stesso percorso, si terrà ALL'ARCI, in Via Verdi 10, dalle 10.00 un World café sui beni comuni: quali i problemi sul nostro territorio? Quali realtà (associazioni, partiti, comitati, cittadini) stanno mettendo in atto risposte all'altezza? Cosa intendiamo, quando parliamo di beni comuni sul territorio maceratese?
Un appuntamento molto importante, cui invitiamo tutt@ a partecipare!!! Gli altri momenti, li trovate elencati di seguito...
Stefano


Uscire dalla crisi modificando i propri stili di vita Incontri e iniziative a Macerata dal 12 al 30 Novembre: promossi dal Laboratorio della decrescita in collaborazione con LGS (Laboratorio Giovanile Sociale) e con il patrocinio del Comune di Macer ata, la serie di incontri si aprirà sabato 12 novembre alle ore 17,00 presso la sala polivalente in via Verdi, 10, con un Transition Talk.

Stefano Peloso, uno dei facilitatori del movimento della Transizione, ci illustrerà perché progettare e costruire una città di transizione può aiutarci ad uscire dalla crisi in un modo più efficace e più piacevole. Mentre domenica 13 novembre, stesso luogo e stessa ora, sarà la Permacultura a fare da protagonista. Francesco Quondam, biologo e segretario dell’Accademia italiana di Permacultura, ci introdurrà alla visione del film/doc della BBC “Una fattoria per il futuro”, affrontando il tema della dipendenza dagli idrocarburi fossili delle filiere agro-industriali contemporanee. Fantastiche riprese di fattorie sostenibili indipendenti dall’agrochimica e dai combustibili fossili.
La Transizione è una meravigliosa e articolatissima macchina di ricostruzione del sistema, di rapporti tra gli uomini e gli uomini, e tra gli uomini e il pianeta che abitano. Creare una rete di persone consapevoli che prendano in mano la propria vita e la propria casa, la Terra, attraverso l’ informazione, il confronto, può creare nuove prospettive che riescano a dare spunti per reagire alla crisi che stiamo affrontando in Italia e nel Mondo.
Il movimento della Transizione, diffuso ormai in tutto il mondo con oltre 250 comunità che hanno già deciso di cercare attraverso il processo di Transizione le soluzioni che servono e altre 2000 stanno per farlo, non pretendere di dare una risposta, ma piuttosto di accrescere la nostra consapevolezza dandoci la possibilità di fermarci a riflettere su quello che ci circonda. Provare ad aumentare la nostra resilienza, la nostra capacità di adattarci ai cambiamenti, anche traumatici, che provengono dall’esterno senza degenerare, una sorta di flessibilità rispetto alle sollecitazioni.
I cineforum proseguiranno tutti i mercoledì di novembre alle ore 21:00 sempre presso la sala polivalente con, in ordine cronologico:
- “Gas land” in cui si affronta la problematica dell’inquinamento delle acque dato dal procedimento per l’estrazione del gas metano negli Stati Uniti. (inserire data e ora)
- “The end of suburbia” , primo e più celebre film sul picco del petrolio. Centrato principalmente sul fenomeno degli enormi sobborghi americani, che vivono solo grazie al petrolio a basso prezzo, ne esamina il preoccupante futuro attraverso documenti storici, interviste, opinioni. (inserire data e ora)
- “Home”, un film che percorre 54 paesi, 120 località. Immagini spettacolari per ricordare i rischi che corre il mondo, la casa di tutti: effetto serra, estinzione di specie animali e vegetali, esaurimento delle materie prime. (inserire data e ora)
Appuntamenti che consigliamo a chi non ha ancora sentito parlare di transizione e a chi sente il bisogno di approfondire. Per maggiori informazioni, MCittà in TRANSIZIONE è presente nei social network facebook e twitter .

28.10.11

Vittorio Agnoletto: video e resoconti.



Il racconto di Gabriele Censi, di Cronache Maceratesi.

“Ma chi te lo fa fare a scrivere un libro così? Consigli sono venuti da molte parti anche non vicine, mi ha chiesto un appuntamento a Roma per parlarmi un nome importante dell’apparato dei servizi, ma nel luogo poco riservato dove ci siamo incontrati ha detto di non avere nulla da dirmi. Solo questo consiglio. Oltre ad un informazione molto significativa: seppure ci eravamo parlati al telefono solo una volta pochi giorni prima risultavano alcune chiamate tra di noi anche nel passato…”. Questo ed altri agghiaccianti aneddoti racconta per due ore di fila, ai giovani che hanno riempito l’aula di Filosofia dell’Università di Macerata, Vittorio Agnoletto, leader del movimento No-Global, ’quello del G8 di Genova’, dieci anni dopo. Un Libro scritto con un altro che quei giorni li ha vissuti: Lorenzo Guadagnucci, giornalista del Carlino, uscito con le ossa rotte dalla Scuola Diaz di Genova. Un resoconto di dieci anni di ricerca della verità, “una verità che oggi è appurata, salvo che per la morte di Carlo Giuliani, e nonostante i tanti tentativi di fermare le inchieste, ma una verità a cui non corrisponde giustizia. Ci sono degli intoccabili e stanno ai vertici delle istituzioni. Intitolando questa ricostruzione documentata dei fatti, da allora ad oggi, “Eclisse della democrazia” rispondo alla domanda ‘chi me lo ha fatto fare’: credo che questo stato di cose sia un oscuramento dei diritti solo temporaneo come un’eclisse, un mondo diverso è possibile e quello che il movimento diceva 10 anni fa, gli allarmi climatici e la non sostenibilità di questa economia, trovano risposte chiare in quel che è accaduto dopo, nel 2001 il 20 % della popolazione controllava l’80% delle risorse, oggi l’8,7% ne controlla l’82% ! Ed anche se provano a censurare l’informazione, alla conferenza stampa di presentazione del libro c’era solo la Radio Svizzera…, oggi la comunicazione passa comunque grazie ad internet”
Tanti e attenti gli studenti che hanno ascoltato Vittorio Agnoletto, introdotto da Natascia Mattucci, ricercatrice di Filosofia Politica dell’Università di Macerata, e moderato da Francesco Rocchetti, ricercatore dell’Istituto Storico della Resistenza di Macerata. L’iniziativa è stata organizzata dal Laboratorio Giovanile Sociale di Macerata: “Uno stimolante e partecipato incontro in un luogo simbolo per noi, là dove si sono seduti gli oratori è iniziata l’occupazione universitaria un anno fa”.

27.10.11

Splendido incontro con Vittorio Agnoletto

Si è appena concluso l'incontro con Vittorio Agnoletto che abbiamo organizzato presso la Facoltà di Filosofia: Violenza di Stato, con presentazione del libro "Eclisse della democrazia". Hanno dialogato con lui Francesco Rocchetti e Natascia Mattucci, alla presenza di molte decine di persone.
In attesa di condividere filmati e fotografie, ringraziamo chi ha collaborato con noi e reso possibile un evento che sicuramente arricchisce la riflessione cittadina e del Laboratorio attorno alla necessità di "un altro mondo possibile" con un'azione sempre glocale. Inoltre, quanto accaduto a Genova rimane un punto di riferimento importante, la cui gravità resta iscritta nella storia del nostro Paese, e ci spinge a ricercare forme d'azione e informazione in grado di mettere a nudo le violenze del potere.

22.10.11

Eventi:Vittorio Agnoletto a Macerata sulla VIOLENZA DI STATO

LGS Macerata organizza

VIOLENZA DI STATO:
Macerata – AULA A, Facoltà di Filosofia - C.so Garibaldi, 20
ORE 17,30

Vittorio Agnoletto
portavoce del movimento NoGlobal a Genova 2001
autore di Eclisse della Democrazia, libro dedicato alle violenze del G8

Natascia Mattucci
ricercatrice di Filosofia Politica UniMc
studiosa di Michel Foucault e dei sistemi di controllo e coercizione

modera

Francesco Rocchetti
ricercatore Istituto Storico della Resistenza MC

Ci sarà la possibilità di acquistare libri con la collaborazione di Feltrinelli

Nel luglio 2001 il grande e plurale movimento NoGlobal, impegnato nella critica del sistema capitalistico e delle politiche neoliberali, scende in piazza a Genova per il controvertice del G8, che si sta tenendo in quei giorni nella città ligure alla presenza dei capi di Stato delle potenze mondiali.
Il secondo e terzo giorno, però, sono teatro di scontri di piazza che portano, il 20 luglio, alla morte di Carlo Giuliani, sparato da un poliziotto durante gli scontri di Piazza Alimonda.

Cosa è successo in quei giorni? Come lo Stato ha fatto uso di misure repressive e violente contro i manifestanti?
Ma soprattutto, in che modo lo Stato utilizza oggi il monopolio della violenza? Come collegare i divieti di manifestare con l'esclusione dei migranti, le forme di controllo nelle scuole e nelle carceri con le nuove pratiche di esclusione ed emarginazione? Come decostruire l'immaginario della violenza?

Allo stesso tempo, oggi si ricompone un grandissimo movimento sociale, che attraverso la vittoria del referendum e la nuova esperienza di Napoli, le grandi mobilitazioni mondiali degli "indignati" contro il debito e le banche, chiede e propone un nuovo modello economico e sociale fondato sui beni comuni, la democrazia diretta e la gestione collettiva delle risorse e della produzione.
L'enorme manifestazione del 15 ottobre scorso ci interroga inoltre sulle forme della protesta e le modalità per costruire, e praticare, una politica (e una pedagogia) alternativa, del vivere comunitario, attorno ai beni comuni e ad una nuova democrazia sostanziale, per un nuovo modello economico e sociale.

Se ne discuterà GIOVEDI 27 OTTOBRE, nell'AULA A della FACOLTA' DI FILOSOFIA, in C.so Garibaldi:

16.6.11

Giornata Mondiale del Rifugiato

Lunedì 20 giugno si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato. In questa occasione, il comune di Macerata organizza alcune iniziative di sicuro interesse.

8.6.11

4 SI al referendum





Da ormai molte settimane il comitato '2 si per l'acqua bene comune', di cui facciamo parte, lavora incessantemente a Macerata per portare la gente a votare, attraverso volantinaggi, iniziative, flash mob.

Come Laboratorio Giovanile Sociale abbiamo dato il nostro contributo nelle scuole, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e in tutta la città, e pensiamo che in questi ultimi giorni ancor di più si debbano unire tutte le forze per portare la gente a votare 4 SI: per l'acqua pubblica, per un territorio denuclearizzato, per una giustizia uguale per tutti.


In un momento di grandi stravolgimenti, con la generazione precaria in piazza a pretendere diritti sociali e democrazia radicale, tanto in Nordafrica quanto in Spagna, Grecia e altre realtà europee, la grande mobilitazione italiana per i beni comuni vive in questi giorni un passaggio fondamentale: in gioco c'è la difesa del diritto alla vita; c'è in gioco la democrazia e il controllo sulla produzione energetica e la fornitura di acqua; c'è in gioco la difesa del fondamentale principio costituzionale dell'eguaglianza dei cittadini.

Il sostegno verbale di molte forze politiche che negli ultimi giorni stanno promuovendo i 4 SI è nulla in confronto alla grandissima mobilitazione di giovani, associazioni, movimenti universitari e singoli che stanno davvero riempiendo di contenuti lo spazio pubblico e restituendo la politica ai cittadini.

Il lavoro nostro e di tutti coloro che nel nostro territorio credono nella 'società dei beni comuni' sta generando una ventata di aria pulita che restituisce e restituirà speranza e futuro anche alla nostra città di Macerata.


Laboratorio Giovanile Sociale


29.5.11

Giù le mani dall'acqua!


il Laboratorio Giovanile Sociale organizza la presentazione del libro "La società dei beni comuni". Sarà presente l'autore, Paolo Cacciari, che dialogherà con Sergio Labate, docente dell'Università degli Studi di Macerata, e Daniele Benedetti, del Laboratorio Giovanile Sociale.

Il testo è una raccolta di articoli sul tema dei "commons", dei beni comuni. Acqua, aria, terra, sapere, lavoro: possono, questi particolari beni, essere gestiti secondo logiche di mercato? Sì, secondo il governo Berlusconi che, di fatto, ha privatizzato la gestione del servizio idrico. No, secondo il milione e mezzo di cittadin* che ha firmato per promuovere un referendum abrogativo dell'art. 23 bis della legge n. 133/2008 e di una parte dell'art. 154 del Codice dell'Ambiente. Perché si scrive Acqua, ma si legge Democrazia!

L'appuntamento è per dopodomani - martedì 31 maggio - alle ore 18:00 presso la Circoscrizione centro storico in via Costa, 10 [davanti al Pozzo].


Il precedente incontro con Gabriele Polo, dir. editoriale del Manifesto, su http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/05/domani-ce-il-secondo-incontro-promosso.html

19.5.11

rEsistenze al lavoro: dentro il conflitto.

Domani c'è il secondo incontro promosso dal Laboratorio Giovanile Sociale: "rEsistenze al lavoro". Dopo aver parlato di democrazia con Gianni Ruocco e Massimo Rossi (link: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/04/iniziative-costruire-bene-comune.html), si affronta domani la questione del lavoro: il lavoro è il Tema che deve essere centrale nella politica e per la sinistra; nessuna analisi sociale né lotta per i diritti ha senso se non è inserita dentro una grande riflessione sul lavoro.


-
"rEsistenze al lavoro"
Venerdì 20 MAGGIO
18:00 Circoscrizione Centro Storico - Via Costa, 10 [davanti al Pozzo]

Presentazione del libro
Ritorno di FIOM di Gabriele Polo

Ne discutono:
Gabriele Polo, direttore editoriale de il Manifesto
Stefano Casulli, Laboratorio Giovanile Sociale
Vincenzo Lavenia, docente UniMc
Luca Baldissara, direttore Centro Studi R 60
Intervengono anche Fiom-Cgil, FLC-Cgil, Movimento degli Studenti, Rete degli Studenti – Medi
-


Se il 1980 segna l'inizio della crisi verticale del lavoro e l'inasprimento (diffusione, ramificazione, puntualizzazione) del suo conflitto con il capitale, la realtà odierna ci pone dinnanzi a tante resistenze diffuse che declinano le loro lotte attorno alla questione della precarietà e della formazione.

I movimenti studenteschi e universitari, le altrepratiche messe in campo nei territori, la mobilitazione metalmeccanica impongono di rimettere in discussione i temi della conflittualità sociale e lavorativa.
Lo facciamo partendo dal libro di Gabriele Polo, direttore editoriale del Manifesto, Ritorno di Fiom: un testo che attraverso il dialogo con gli ultimi 3 segretari della Fiom-CGIL, di-spiega l'evoluzione degli ultimi trent'anni riportando al centro la questione del conflitto capitale-lavoro. Far interloquire quest'analisi con le multiformi sofferenze e rEsistenze del nostro territorio sarà compito degli altri importanti relatori del pomeriggio.


La costruzione di un'alternativa radicata e radicale, in grado di comprendere e anticipare i processi, passa per appuntamenti come quello di domani, cui non penso che la cittadinanza che lavora per e pratica il cmabiamento possa mancare.



Stefano

22.4.11

Lavoro come bene comune

Proponiamo un articolo interessante uscito su Carta pochi giorni fa, che ben si inserisce nel percorso sui beni comuni che il Laboratorio sta per affrontare. Tra l'altro, l'autore - Paolo Cacciari - sarà a Macerata il 31 maggio per presentare il suo ultimo libro ("La società dei beni comuni"), nell'ultima iniziativa di "Costruire bene Comune".


Si sta avvicinando lo sciopero generale [e generalizzato, speriamo] del 6 maggio. Un appuntamento fortemente voluto dalla Fiom. In molte città si sono costituiti comitati Uniti contro la crisi e per lo sciopero generale.
Uno degli aspetti più innovativi [e controversi] delle mobilitazioni dei metalmeccanici dopo Pomigliano e Mirafiori è stato lo slogan «Lavoro bene comune». Di impatto immediato e di facile percezione, è un altro modo di dire: «il lavoro non è una merce». Una affermazione in controtendenza rispetto al processo di individualizzazione del lavoro e di privatizzazione del rapporto di lavoro. Già Karl Polany [1886–1964, l’autore de La grande trasformazione] scriveva che terra [risorse naturali] e lavoro umano sono «merci fittizie», nel senso che non sono «prodotti» in senso proprio da nessuna impresa capitalistica e quindi nessuno se ne può impadronire, comprare e vendere a suo piacimento. Ma non solo. Riconoscere e rivendicare il lavoro come bene comune contiene una proposta in positivo: sottrarre la «forza lavoro» alla disponibilità del mercato e delle sue logiche [sfruttamento al minimo costo, precarizzazione, concorrenza tra lavoratori…] e, contemporaneamente, assegnare al lavoro una funzione sociale generale.
«Lavoro come bene comune» significa considerare il lavoro un patrimonio sociale collettivo, connotato da diritti di cittadinanza e democrazia. Lo stesso valore monetario del lavoro è solo il prezzo simbolico, convenzionale, derivato dal posto che la società decide di attribuirgli. Mani, cervello e tempo, non sono pinze, calcolatori e orologio marcatempo. Sono abilità, pensiero, sentimenti, vita.
Il lavoro può uscire da una dimensione esclusivamente individuale e privata e diventare un «bene comune» solo all’interno di un processo in cui assume alcune specificazioni qualitative. Se si realizzano almeno tre condizioni. Ricordava Friedrich Schumacher [Piccolo è bello, prima edizione del 1973, ora riedito da Slow Food] che la funzione del lavoro è triplice: «dare all’uomo una opportunità di utilizzare e sviluppare le sue facoltà; metterlo in condizione di superare il suo egoismo unendosi ad altri in un’impresa comune; infine, produrre i beni e i servizi necessari a un’esistenza degna». Vediamo in dettaglio queste tre condizioni.
Primo. Il lavoro è parte costitutiva dell’autorealizzazione dell’essere umano. Il lavoro può definirsi un bene solo se si fonda sulla dignità del lavoratore e produce un ritorno di appagamento e di gratificazione in chi lo ha svolto perchè adeguato alle aspirazioni e alle capacità di ciascuno. Il prodotto, il frutto del lavoro, non può essere considerato più importante del lavoratore stesso. Diceva sempre Schumacher: «organizzare il lavoro in modo che perda ogni significato, diventando noioso, degradante o una tortura per i nervi del lavoratore sarebbe poco meno che criminale». Quello che già prima Erich Fromm chiamava «robotismo» della società moderna. «L’impossibilità di progettare il proprio futuro, condanna i lavoratori ad essere soggetti ansiosi, angosciati, smarriti: soggetti la cui esistenza è deturpata dall’incertezza permanente cui sono soggetti» [Mario Alcano, La società-azienda e la biopolitica, in Critica Marxista, 2011]. Per contro, il «lavoro buono» è quello che restituisce soddisfazione a chi lo compie bene.
Secondo. Il lavoro è un bene comune se viene svolto in cooperazione virtuosa, in mutua, creativa e affettuosa collaborazione [non con rivalità] tra tutti coloro che in un modo o in un altro concorrono alla realizzazione dei prodotti. Il lavoro continua a essere lo spazio principale di socializzazione di gran parte degli individui. Si apre qui tutto il campo teorico e sperimentale delle forme di co-decisione e di partecipazione dei lavoratori alle decisioni economiche e aziendali.
Terzo. Il lavoro ha una funzione sociale e diventa un bene sociale comune se è finalizzato alla produzione di manufatti e servizi capaci di soddisfare i bisogni vitali degli individui, quindi utili al miglioramento della vita e delle condizioni della vita su questo pianeta. L’utilità effettiva di un prodotto-merce non è quasi mai determinata dal gioco del mercato. Le attività lavorative devono far proprie e devono essere orientate a risolvere le sfide epocali che l’umanità ha di fronte: la sostenibilità ambientale [quindi evitare il suicidio della specie umana], la lotta alla povertà [quindi il contenimento demografico], l’equità [quindi la giustizia e la democrazia sociale]. Gli obiettivi di rientro nella sostenibilità ambientale e quelli per la dignità del lavoro, devono poter essere posi al centro dell’organizzazione del lavoro e delle politiche economiche.



20.4.11

Iniziative: "Costruire bene Comune",

Il Laboratorio Giovanile Sociale organizza una serie di eventi tematici che vedranno coinvolti vari ospiti per discutere e insieme affrontare le questioni al centro del vivere comune: Democrazia, Acqua e Lavoro.
Invitando tutti a diffondere l'iniziativa, vi aspettiamo.
Il manifesto degli incontri sarà appeso in tutte le facoltà di Macerata con date e orari.
La libertà è partecipazione.






Di seguito riportiamo gli eventi:

* Democrazia insorgente: trasformare la democrazia.

Giovedì 28 Aprile ore 19. AULA A Filosofia, Corso Garibaldi 20, Macerata.
Autoformazione sulla democrazia con Gianni Ruocco.

Venerdì 29 Aprile ore 21.30. Circoscrizione Centro Storico, Via Costa 10.
Incontro dibattito con:
Massimo Rossi, associazione Luoghi Comuni - portavoce Federazione della Sinistra;
Federica Curzi, assessore alle Politiche Giovanili - Comune di Macerata;
Gianni Ruocco, docente Università La Sapienza - Roma;
Alessandro Colella, Laboratorio Giovanile Sociale.



* rEsistenze al lavoro... oltre lo sciopero generale e generalizzato.

Mercoledì 18 Maggio ore 19. AULA A Filosofia, Corso Garibaldi 20, Macerata.
Autoformazione su lavoro conflitto e diritti con Vincenzo Lavenia.


Venerdì 20 Maggio ore 18.00. Circoscrizione Centro Storico, Via Costa 10.
Incontro dibattito e presentazione del libro Ritorno di Fiom con:
Gabriele Polo, giornalista ed ex direttore del Manifesto, autore del libro Ritorno di Fiom
Vincenzo Lavenia, docente Università di Macerata;
Luca Baldissare, docente e direttore del Centro Studi R60.
Stefano Casulli, Laboratorio Giovanile Sociale.
E poi Movimento degli Studenti, Rete degli Studenti Medi Macerata, FIOM-CGIL e FLC-CGIL.


* Giù le mani dall'acqua! Verso il Referendum del 12 Giugno

Lunedì 30 Maggio ore 19. AULA A Filosofia, Corso Garibaldi 20, Macerata.
Autoformazione sui beni comuni con Roberto Mancini.

Martedì 31 Maggio ore 18.00. Circoscrizione Centro Storico, Via Costa 10.
Incontro dibattito e presentazione del libro La società dei beni comuni con:
Paolo Cacciari, rete Democrazia Km 0, presenta il libro La società dei beni comuni.
Sergio Labate, docente Università di Macerata;
Daniele Benedetti, Laboratorio Giovanile Sociale.



Ultimi eventi del Laboratorio:
Da Mirafiori a Macerata, cosa significa essere operai oggi. http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/01/da-mirafiori-macerata-cosa-significa.html
Portare la Palestina a scuola: http://lgsmacerata.blogspot.com/2011/01/portare-la-palestina-scuola.html

7.2.11

Donne che si ribellano

Donne che si ribellano

Esistono anche altre donne....ne eravamo convinte e ne abbiamo avuto la conferma.
Sabato pomeriggio l'iniziativa nata per iniziare un percorso di sensibilizzazione e discussione in merito alla questione di genere e alle tematiche che contribuiscono a costruire e utilizzare la figura femminile in questo Paese, è stata decisamente positiva. Non solo la partecipazione attiva delle donne e degli uomini, anche non vicini al Laboratorio fino a questo momento, ma la disponibilità della gente cui abbiamo chiesto di leggere il nostro volantino hanno evidenziato che anche a Macerata è possibile avviare uno spazio altro di azione e riflessione dal basso ma che punta a volare alto. Insieme a questi atteggiamenti abbiamo registrato dei simpatici episodi che simboleggiano quanto ci sia bisogno di riaprire la questione femminile stando attenti alle sfumature. In quasi tutte le coppie che abbiamo fermato per distribuire il volantino, abbiamo notato che, pur rivolgendoci direttamente alla donna, era quasi sempre l'uomo ad allungare istintivamente la mano per vedere di cosa si trattasse ed ere sempre lui a rimanere di sasso quando gli veniva detto esplicitamente e con ironia "no guarda, è proprio per lei"... Al contempo la donna si stupiva letteralmente che stessimo cercando proprio lei e che quel volantino fosse specificatamente per lei. Soddisfatte e divertite la maggior parte di esse non esitava a leggerlo.
Piccoli episodi e dettagli di un pomeriggio passato ad incontrare donne e a tentare di aprire la strada al dibattito, alla presa di coscienza di dinamiche, parole, eventi, ai quali ci siamo talmente assuefatte/i, da non riuscire a cogliere l'importanza e la gravità di alcune cose. Con questa piccola iniziativa, la prima di un percorso che sta nascendo, vi invitiamo a partecipare alla manifestazione del 13, di cui alleghiamo il link e vi segnaliamo le proposte di lettura che trovate su questo sito proprio in merito alla questione di genere.
http://www.facebook.com/event.php?eid=190717270956132
mobilitazione. donne.macerata@gmail.com

3.2.11

Donne che si ribellano - Mobilitazione a Macerata

"L'Italia non è un paese per donne"...è questa una delle frasi che si sente dire più spesso in questi giorni con amarezza non troppo velata...Il problema non è solo la condotta disdicevole del premier, uno show triste e decadente in cui si ostentano virilità e presunta onnipotenza, ma la figura della donna che questo paese ha costruito. Lo specchio di una società mafiosa e machista, che non esita a ledere la dignità dell’essere umano. Molti sono passati sotto questo malsano trattamento: i lavoratori, i disabili, i giovani precari, i giovani universitari. E le donne.Ma questo continuo mancare di rispetto alla figura femminile è ormai cosi abituale che non ci scandalizza più un premier che sceglie le proprie amanti dal suo catalogo personale.Quali sarebbero i principi di libertà e uguaglianza in un paese che si dichiara democratico, se la è donna ridotta a merce di scambio, umiliata anche quando tenta di riappropriarsi di tali diritti? Il nostro vuole essere un NO, un cambio di rotta, a questa regata senza precedenti che il nostro Paese sta intraprendendo a sfavore delle donne, minando la loro dignità di esseri umani.Non possiamo accettare oltre, non siamo donne a disposizione del potente di turno.Esistono anche altre donne, ne siamo fermamente convinte.
-
Per questo motivo il Laboratorio Giovanile Sociale invita tutte le donne che sono contro queste logiche perverse a ritrovarsi SABATO 5 FEBBRAIO alle ore 18.00 ai CANCELLI in CORSO GARIBALDI per manifestare attraverso un volantinaggio il nostro sdegno e avviare in città un percorso collettivo che sappia modificare alla base i rapporti sociali e di genere.

Laboratorio Giovanile Sociale

25.1.11

Portare la Palestina a scuola...

Più che (soddi)sfatti torniamo a casa dall'assemblea d'istituto di Ragioneria.




Il Laboratorio ha portato a 1000 persone la testimonianza di un conflitto vero, quello in Medioriente, e di una sofferenza vera, quella del popolo palestinese.

Gli abbracci ed i ringraziamenti, il silenzio e gli interventi ci ripagano degli sforzi fatti e ci invitano ulteriormente a prendere posizione e impegnarci laddove regna l'ingiustizia, perché raccontare (mostrare, far vedere, svelare) i regimi di oppressione non è inutile, anzi: la gente ascolta, i giovani si indignano, gli esclusi riprendono voce.


Abbiamo parlato di educare all'indignazione, alla presa di posizione, ad alzarsi dalla sedia, a lottare contro chi opprime.

La disponibilità e buona volontà dei rappresentanti dell'istituto e del carissimo Leonardo Gironella, oltre che delle professoresse che ci hanno supportato, hanno aperto davvero il campo ad un racconto della marginalità come raramente accade nelle scuole.


Dobbiamo rilanciare questo impegno, che è l'impegno del Laboratorio Giovanile Sociale come della Rete degli Studenti Medi, a riaprire la discussione: sugli spazi e l'autonomia degli studenti, sulle tematiche, sulle possibilità di cambiamento, sull'inclusione e contro l'emarginazione.

Va rilanciata la coscienza critica e l'impegno politico nelle scuole, contro chi si oppone all'autonomia degli studenti o pensa solo alla propria sterile posizione politica.


Un grazie a tutt*, un grazie a chi ha saputo ascoltare e organizzare, un grazie a chi ci accompagnerà ancora in questa battaglia di civiltà e comunità.


PS: il 6 maggio siamo tornati a scuola, all'ITAS di Macerata, invitati dai rappresentanti d'istituto che abbiamo sostenuto alle elezioni, dimostrano che fare rete significa fare cultura, informazione e politica. Anche a loro va il nostro grazie per aver dato voce ad un popolo sofferente, e per aver voluto ascoltare la verità capendo cosa avviene in terra di Palestina


Stefano, Laboratorio Giovanile Sociale

19.1.11

Fiom e Laboratorio per i diritti e il lavoro.

Ieri sera si è tenuto l'incontro promosso dal Laboratorio Giovanile Sociale "Da Mirafiori a Macerata: cosa significa essere operai oggi". Un momento di autoformazione collettiva, di ascolto delle parole del lavoro di fabbrica.
Sono intervenuti, in maniera assolutamente spontanea e orizzontale, Rossella Marinucci -coordinatrice cittadina della Fiom- e alcuni operai della Faggiolati, azienda in cui il Laboratorio ha stimolato processi di partecipazione attiva attraverso il tesseramento alla stessa Fiom.
-
Tutti quanti siamo usciti arricchiti da un incontro originale, di ascolto prima che di proposta, attraverso il quale si è messa a fuoco la condizione dell'operaio di fabbrica, anche attraverso le parole del sindacato che di più, in questi anni, ha lavorato per la difesa dei diritti dei lavoratori. Le 40 persone presenti, quasi tutte di età inferiore ai trent'anni, hanno così dato via ad un incontro vivace, confrontandosi fino a mezzanotte sui modi per collaborare, mettere assieme le esperienze-sofferenze-resistenze che ciascuno di noi vive sul posto di lavoro, all'Università, a scuola, nel mondo della cultura.
E' emersa l'urgenza di lavorare in maniera specifica nel territorio, continuando a costruire momenti analoghi di autoformazione, ipotizzando anche una reciproca contaminazione, laddove gli studenti possono entrare nelle fabbriche e gli operai riunirsi nelle aule universitarie.

L'esigenza del cambiamento radicale che si attua a partire dalle nostre pratiche quotidiane, propriamente politiche e non, in un tentativo di nuova ricomposizione sociale e politica che mette al centro il territorio, nel tentativo di mettere in moto un circolo positivo di nuove relazioni, nuovi momenti in comune, riappropriazione degli spazi, del lavoro, e dei saperi di tutti.

La grande partecipazione ci ribadisce l'urgenza di lavorare in mezzo alla gente e ci stimola la speranza di poter cambiare qualcosa, facendo del lavoro in rete il fulcro di un percorso condiviso che ha nel Laboratorio, indiscutibilmente, il suo punto di riferimento cittadino.
-
Una parola sul Laboratorio Giovanile Sociale: le tensioni sociali accumulatesi negli ultimi mesi, l'incapacità della politica di rappresentare le istanze di nuove soggettività che chiedono diritti e dignità, hanno come contraltare, a Macerata, il lavoro di tant* giovan* lavoratori/trici e student* che con il Laboratorio stanno costruendo la possibilità concreta di lavorare in rete, di mettere in pratica forme politiche nuove, dal basso e in ascolto. Il Laboratorio, con questo incontro, si ripropone come punto di riferimento dell'iniziativa politico-socio-culturale cittadina, in quanto riesce ad articolare una proposta politica che include senza subordinare, condividere con gli altri senza espropriare; e anzi, nei tanti "mondi" di Macerata riesce ad essere anche il lievito dentro la mobilitazione di specifiche classi sociali, siano esse operaia, studentesca o universitaria.
Non possiamo fermarci ora. Anzi, mai come adesso urge rilanciare l'iniziativa sul territorio, rideclinando positivamente e praticamente termini come cambiamento radicale, accoglienza, dignità delle persone, comune, condivisione, arte...

Stefano

14.1.11

Da Mirafiori a Macerata, cosa significa essere operai oggi.


MARTEDI 18 GENNAIO, ore 21,45
Sala Polifunzionale - Arci, Via Verdi 10
-
Da Mirafiori a Macerata, cosa significa essere operai oggi
[autoformazione collettiva]
-

-

Rossella Marinucci, Segretaria Provinciale Fiom Macerata

Laboratorio Giovanile Sociale

e gli operai della provincia di Macerata
-

danno vita ad un momento di formazione e presa di coscienza collettiva, a partire dalla questione Fiat e dal referendum di Mirafiori, sino ad analizzare le forme e le pratiche da mettere in campo per un'efficace azione sul territorio che dia priorità ai diritti e alla vita dei lavoratori.

E' possibile segnarsi all'evento su Facebook: http://www.facebook.com/home.php#!/event.php?eid=102477176493524

23.12.10

Grazie.


Ieri c'è stata la cena sociale che il Laboratorio ha organizzato all'Arci, con l'intento di raccontarCi e salutarci: 50 persone, quasi tutte presenti fin dalla cena, che hanno contribuito, collaborato, ascoltato, che si sono interessati al Laboratorio Giovanile Sociale in questi mesi.
E' nato il sindacato nelle scuole superiori, la Rete degli Studenti - Medi, che coinvolge la maggioranza dei rappresentanti d'istituto delle scuole superiori della città; le esperienze universitari, con Officina Universitaria e in particolar modo con il Movimento degli Studenti che si è mobilitato contro il Ddl 1905; gli operai della Fiom; e poi tanta gente che ha letto il blog, che si è interessata, che ha dato idee, che voleva stare in compagnia.

Il Laboratorio ringrazia tutti, anche perché oggi come mai c'è la consapevolezza che si sta lavorando nella direzione giusta: mettere in comune le esperienze, lavorare assieme, impegnarsi sempre per un progetto collettivo e mai personale, mettere in moto processi che propongono un cambiamento dei rapporti di forza e potere, di dominio, di relazione.

17.11.10

rEsistere: fase 2. Assemblea dei Giovani a Sinistra di Macerata


rEsistere, fase 2.
GIOVEDI 18 NOVEMBRE, alle 21.45 all'Arci, in Via Verdi 10, c'è un importante appuntamento per tutt* coloro che vogliono lavorare per migliorare la città di Macerata: come studenti, come lavoratori, come universitari, come semplici giovani cittadin.
E' il momento di fare il punto, di capire come mettere ulteriormente insieme, collaudare, intrecciare i tanti percorsi avviati in città. La Rete degli Studenti-Medi nelle scuole superiori che sta costruendo qualcosa di inedito per proporzioni e qualità della proposta politica; i movimenti nel mondo universitario, colpito scriteriatamente dai possibili tagli al Diritto allo Studio, in attesa del Ddl Gelmini, e col rischio di subire un ridimensionamento anche politico con la riorganizzazione regionale della governance; il mondo del lavoro, sull'onda lunga di una crisi che sta imponendo una riorganizzazione tutta a discapito del lavoro, sia fisico che cognitivo.
E' possibile fare qualcosa, partendo dal basso, valorizzando quanto già c'è ed esaltando con nuove pratiche le collaborazioni tra realtà anche diverse?
L'assemblea non è altro che questo: provare a capire la situazione in cui siamo immersi, mettere in comune (e dunque educarci ad ascoltare) i problemi di altri, di altre classi e altre persone; organizzare in autonomia eventi, situazioni, proteste per provare a migliorare la situazione.
Il Laboratorio si pone come un luogo per tutto ciò. Un luogo 'il più ospitale possibile'.